Le speculazioni su un possibile ritorno di Succes Masra alla carica di primo ministro del Ciad hanno avuto breve durata. La grazia presidenziale concessa all’oppositore, dopo 456 giorni di detenzione, è stata seguita da un messaggio pubblico in cui il presidente Mahamat Idriss Deby Itno ribadisce piena fiducia nell’attuale primo ministro, Allah Maya Halina, e nel suo governo.
Poche ore dopo la sua liberazione avvenuta il 14 agosto prima di mezzanotte, Masra, leader del partito I Trasformatori, aveva lanciato un appello al presidente Deby, chiedendo di instaurare la piena parità – politica, di genere, di religione – al vertice dell’apparato statale. Durante un comizio presso la sede del suo partito, a N’Djamena, Masra aveva anche affermato la sua convinzione a lavorare insieme al governo. «Siamo disponibili a partire da domani mattina», ha dichiarato, sostenendo che il suo partito non intendeva limitarsi al ruolo di opposizione. «Non siamo avversari, siamo portatori di soluzioni», aveva dichiarato, auspicando una collaborazione con il presidente della Repubblica e il suo team.
La grazia presidenziale concessa al presidente dei Trasformatori è un segnale forte, che dimostra un impegno alla ricerca della pace e della riconciliazione, e ha permesso di allentare la pressione internazionale. I militanti del partito hanno espresso grande soddisfazione, gioia, e orgoglio, anche a nome della nazione.
Optando per la grazia presidenziale anziché per l’amnistia, il presidente ha permesso la liberazione fisica di Succès Masra, ma ha mantenuto la sua condanna penale, che gli impedisce di candidarsi a cariche pubbliche.
La condanna di Succès Masra è stata ampiamente denunciata da organizzazioni internazionali come Human Rights Watch, nonché dai partner diplomatici, che l’hanno considerata un processo politicamente motivato, volto a mettere a tacere l’opposizione. Masra è statao inizialmente condannato a 20 anni di carcere nel 2025, una sentenza confermata in appello dalla Cassazione il 21 maggio 2026. Era stato arrestato un anno prima a seguito di scontri intercomunitari avvenuti nella località di Mandakao. La magistratura ciadiana ha ritenuto Masra responsabile per le violenze intercomunitarie esplose nella suddetta località, he causarono oltre 40 morti. I reati specifici contestati includevano incitamento all’odio, alla violenza e alla xenofobia sui social media, complicità in omicidio/assassinio e associazione a delinquere. L’accusa si è basata principalmente su una registrazione audio diffusa online attribuita a Masra, che secondo i giudici avrebbe istigato gli attacchi contro la popolazione civile.
Masra è stato primo ministro di Mahamat Deby dal 1º gennaio 2024, nominato dal Presidente di transizione a seguito dell’accordo di riconciliazione di Kinshasa. Il 22 maggio dello stesso anno ha rassegnato le dimissioni a seguito della sua sconfitta alle elezioni presidenziali di maggio 2024.


