L’Egitto ha perso circa 10 miliardi di dollari (9,2 miliardi di euro) di entrate dal Canale di Suez a causa delle tensioni nel Mar Rosso. Lo ha dichiarato il presidente Abdel Fattah al-Sisi, secondo quanto iferisce il sito di informazione economica Zawya.
Il dato fotografa le conseguenze concrete di una crisi che dura ormai da mesi: le tensioni nella regione hanno spinto diverse compagnie di navigazione, tra cui il colosso danese Maersk, a dirottare le proprie rotte lontano dal Canale, preferendo il lungo giro attorno al Capo di Buona Speranza pur di evitare i rischi legati al transito nel Mar Rosso.
Nel suo intervento, al-Sisi ha allargato il discorso alla situazione energetica del Paese, indicando in circa 20 miliardi di dollari l’anno la spesa destinata in larga parte alla produzione di elettricità. Una cifra che, ha spiegato il presidente, giustifica i recenti aumenti dei prezzi dei carburanti: senza sussidi, le bollette quadruplicherebbero rispetto ai livelli attuali senza nemmeno generare profitti per lo Stato. Gli aumenti, ha aggiunto, sono necessari per ridurre il ricorso all’indebitamento in valuta estera.
Al-Sisi ha infine assicurato che non sono previste misure di razionamento e ha ribadito l’obiettivo di portare al 42% entro il 2030 la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, confermando al contempo gli sforzi in corso per incrementare la produzione nazionale di petrolio e gas.


