Ad Addis Abeba, dove trovare un taxi o un autobus nelle ore di punta può diventare un’impresa, sempre più cittadini scelgono di muoversi su due ruote. Nella capitale etiope prende piede il servizio di biciclette condivise Addis Bike, che dall’agosto 2024 ha registrato oltre 51.700 corse e 35.300 iscrizioni. Partita con appena 20 biciclette, l’iniziativa dispone oggi di 100 mezzi, utilizzabili lungo percorsi prestabiliti e sulle nuove piste ciclabili realizzate in città.
A favorire la diffusione del servizio sono soprattutto gli spostamenti quotidiani di lavoratori e studenti, alla ricerca di alternative più rapide ed economiche ai trasporti tradizionali. Una corsa di mezz’ora costa 95 birr etiopi (circa 50 centesimi di euro). «Molti tragitti quotidiani coprono distanze relativamente brevi, eppure le persone impiegano molto tempo e denaro per raggiungere le loro destinazioni», ha spiegato all’agenzia Xinhua Yeabsera Yismashewa, responsabile tecnico di Addis Bike. Le biciclette sono dotate di sistemi di localizzazione satellitare e dispositivi elettronici di blocco, mentre tra le principali difficoltà restano la scarsa conoscenza del servizio e il numero ancora limitato di stazioni di parcheggio.
La crescita delle biciclette condivise accompagna la trasformazione della mobilità nella capitale etiope: dal 2020 l’amministrazione cittadina sta ampliando la rete di piste ciclabili e percorsi pedonali nell’ambito di un programma di riqualificazione urbana che punta a ridurre le emissioni inquinanti. Un impegno che ha contribuito a portare Addis Abeba sotto i riflettori internazionali: la capitale ha appena ricevuto il Premio mondiale 2026 per lo sviluppo sostenibile delle città, noto anche come Premio di Shanghai, promosso dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (Un-Habitat) e dalla Cina.
Nel 2024 l’Etiopia ha vietato l’importazione di automobili a benzina e diesel, incentivando la diffusione dei veicoli elettrici per ridurre la dipendenza dai carburanti importati.


