di Tommaso Meo
Da domenica 21 dicembre in Marocco parte l’attesissima Coppa d’Africa, appuntamento imperdibile per tifosi nel continente e della diaspora. L’edizione di quest’anno, oltre a essere una delle più incerte degli ultimi anni, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era.
La Coppa d’Africa di calcio (Afcon) che inizia domani, domenica 21 dicembre in Marocco, oltre a essere una delle più incerte degli ultimi anni, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era, forte di un’attenzione senza precedenti anche al di fuori del continente.
La Confederazione africana del calcio (Caf) ha fatto sapere che il torneo ha finora venduto un milione di biglietti in oltre 100 Paesi diversi, con una domanda particolare da Belgio, Francia e Paesi Bassi, dove c’è una forte presenza delle diaspore nordafricane. Gli organizzatori hanno anche annunciato di aver stretto 20 accordi per i diritti televisivi della competizione in 30 Stati europei, una cifra mai così alta, segnale del suo crescente appeal globale. Nel Regno Unito per la prima volta Channel 4 trasmetterà tutte le 52 partite in chiaro, mentre in Spagna è stato siglato un nuovo accordo con Movistar, una delle principali emittenti sportive. SportItalia, che ha registrato buoni indici di ascolto durante l’ultima edizione continentale, si conferma broadcaster in esclusiva per l’Italia. Ci si attende poi la presenza di centinaia di giornalisti accreditati provenienti anche dagli Stati Uniti e dai Paesi dell’America Latina.
Per il Marocco la Coppa d’Africa 2025 è un’ambiziosa prova generale in vista dei Mondiali del 2030, che organizzerà insieme a Spagna e Portogallo, ed è per questo che il Regno sta facendo le cose in grande. Le 24 squadre partecipanti giocheranno in ben nove stadi nuovi o ristrutturati di recente in sei città: Rabat, Casablanca, Marrakech, Agadir, Fez e Tangeri. Solo Rabat, la capitale, avrà a disposizione quattro impianti, tra cui lo stadio Prince Moulay Abdellah e lo stadio El Barid. In ottica 2030, il Paese ospitante ha poi aggiornato le strumentazioni con cui saranno riprese e trasmesse le partite: per la prima volta nella storia del calcio africano, la competizione sarà interamente filmata utilizzando la tecnologia della Spidercam, un sistema che prevede una telecamera sospesa sul campo da gioco tramite cavi.

Il segretario generale della Caf, Véron Mosengo-Omba, ha evidenziato la qualità delle “infrastrutture di livello mondiale” messe in campo dal Marocco per garantire il successo della competizione più importante dell’Africa, aggiungendo di aspettarsi che sia “la migliore di sempre”. Non si può però dimenticare come le infrastrutture sportive marocchine siano state al centro delle proteste popolari degli scorsi mesi contro le disuguaglianze sociali nel Regno. Molti manifestanti hanno contestato la priorità data dal governo a grandi progetti infrastrutturali per ospitare Coppa d’Africa e Mondiali a scapito dei servizi pubblici essenziali. Lo slogan “sanità e non solo stadi” è stato uno dei più scanditi durante i cortei, terminati con migliaia di arresti e tre morti.
È tuttavia innegabile che nel Paese nordafricano ci sia grande entusiasmo attorno alla Coppa, perlomeno sul piano sportivo, visto lo status di potenza calcistica mondiale che la nazionale di casa si è conquistata negli ultimi anni. La storica qualificazione del Marocco alle semifinali dei Mondiali del 2022 è stata una prima assoluta per qualsiasi squadra africana o araba, mentre la vittoria ai Mondiali Under 20 a ottobre ha ulteriormente consolidato questo status.
Sebbene quest’anno non ci sia un grande favorito per il trofeo, le quote sembrano pendere dalla parte del Marocco, che esordirà domenica sera contro le Isole Comore. Secondo le previsioni di Opta, la selezione marocchina guidata dal capitano Achraf Hakimi avrà il 19,1% di possibilità di alzare la coppa, ma dovrà reggere la pressione di giocare in casa con lo spettro di una vittoria che manca da 50 anni, dal lontano 1976.
L’Egitto, sette volte campione d’Africa con un record assoluto, ha il 12,4% di chances di vittoria stando alle previsioni del supercomputer. L’ultimo successo dei Faraoni risale però al 2010 e il campione del Liverpool Mohamed Salah, 33 anni, è chiamato a un’impresa che coronerebbe la sua carriera.
Vincitore nel 2021, il Senegal è terzo ai blocchi di partenza con il 12,3% e può ancora contare su una stella come Sadio Mané che, seppure in flessione a partire dal suo trasferimento in Arabia Saudita, è già stato determinante nel portare la sua nazionale ai Mondiali del 2026.

(Foto di DANIEL BELOUMOU OLOMO / AFP)
Tre volte vittoriosa nel 1980, 1994 e 2013, anche la Nigeria può giocarsi le sue carte con il 7,3% di probabilità, contando sulla qualità di giocatori offensivi come Ademola Lookman e Victor Osimhen. Un buon percorso nel torneo potrebbe aiutare i tifosi delle Super Eagles a superare la delusione per la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali.
Nonostante il momento non brillante, anche l’Algeria, allenata da Vladimir Petković, rimane una squadra pericolosa con il 12% di possibilità. Trascinata alla vittoria nel 2019 da Riyad Mahrez, la nazionale sta vivendo un complesso processo di rinnovamento. A partire da talenti emergenti come Anis Hadj Moussa e Ilan Kebbal, la qualità però non manca.
Oltre alle prime cinque, la Coppa d’Africa 2025 è ricca di squadre in grado di arrivare lontano grazie a storia e talento. Più della metà delle partecipanti ha già raggiunto una finale, con un totale di titoli vinti che supera i 30. I campioni in carica della Costa d’Avorio, insieme a Tunisia, Mali, Camerun, Sudafrica e Repubblica Democratica del Congo, sembrano tutti possibili contendenti. La storia della competizione insegna però ad aspettarsi almeno una sorpresa. Per questo dal 21 dicembre al 18 gennaio gli occhi degli appassionati di calcio saranno puntati sul Marocco.


