l Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha inserito sei individui e due organizzazioni nella propria lista nera per il loro ruolo diretto nella destabilizzazione delle province orientali della Repubblica Democratica del Congo, secondo quanto riferito dal quotidiano online Actualite. I provvedimenti comportano il congelamento dei beni, il divieto di viaggio e l’embargo sulle armi.
In cima alla lista dei sanzionati figura Corneille Nangaa, già precedentemente colpito da misure restrittive dell’Onu come leader dell’Alleanza del fiume Congo (Afc), una coalizione creata nel 2023 e alleata del movimento ribelle M23. Insieme a lui è stato colpito il colonnello John Imani Nzenze, capo dell’intelligence dell’M23, ritenuto responsabile della pianificazione e del sostegno logistico alle attività del gruppo. L’Onu ha colpito anche i vertici militari delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr): il generale di brigata Sebastien Uwimbabazi, di stanza a Rutshuru, e Gustave Kubwayo, noto con l’alias di “Sirkoof”, comandante delle Fdlr-Foca e capo del Comando di ricognizione e azione profonda. Entrambi gli ufficiali sono accusati di gravi violenze contro la popolazione civile, rapimenti a scopo di riscatto e sfruttamento illegale delle risorse naturali del Paese.
Tra le altre persone raggiunte dalle sanzioni ci sono Muhammed Lumisa, comandante, medico e responsabile della logistica esterna delle Forze democratiche alleate (Adf), fazione di origine ugandese oggi affiliata all’Isis, e il colonnello Charles Sematama, leader militare del gruppo Twirwaneho. Quest’ultimo movimento, attivo in particolare sugli altipiani del Sud Kivu e accusato di avere commesso atrocità contro i civili fin dalla sua formazione avvenuta tra il 2008 e il 2010, è stato inserito a sua volta nella lista delle entità bloccate dall’Onu insieme alla stessa Afc.


