Il Burkina Faso ha formalizzato una partnership con gli Stati Uniti per rafforzare la sicurezza sanitaria nel Sahel e a prevenire le epidemie alla fonte. Lo ha fatto sapere in una nota il Dipartimento di Stato americano.
I due Paesi hanno firmato negli scorsi giorni un memorandum d’intesa bilaterale quinquennale che prevede un contributo statunitense fino a 147 milioni di dollari nel quadro della strategia sanitaria globale America First dell’amministrazione Trump. L’accordo rafforzerà la sicurezza sanitaria regionale nel Sahel, mettendo il Burkina Faso nelle condizioni di gestire autonomamente le minacce delle malattie infettive.
I fondi americani saranno destinati alla lotta contro l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie infettive, e al rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e delle capacità di risposta alle epidemie. In cambio, il Burkina Faso si impegna ad aumentare la propria spesa sanitaria di 107 milioni di dollari. Saranno stanziati inoltre altri 12 milioni di dollari per iniziative di sicurezza sanitaria globale, come per il rafforzamento dei sistemi sanitari comunitari, la digitalizzazione dei dati sanitari e lo sviluppo di capacità di laboratorio per il rilevamento di agenti patogeni. Alla scadenza del protocollo, il Burkina Faso integrerà il personale sanitario e di laboratorio finanziato da Washington nel suo personale nazionale, con l’obiettivo di costruire un sistema sanitario «resiliente e sostenibile».
Il Burkina Faso è uno dei 17 Paesi africani che hanno firmato un simile memorandum d’intesa con Washington, nell’ambito di impegni per un totale di oltre 18 miliardi e mezzo di dollari, di cui 11,33 miliardi di dollari in aiuti statunitensi e 7,23 miliardi di dollari in coinvestimenti da parte dei Paesi beneficiari.



