La Repubblica Democratica del Congo alla Biennale di Venezia per raccontarsi diversamente

di Tommaso Meo

La ministra della Cultura, delle Arti e del Patrimonio della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), Yolande Elebe Ma Ndembo, ha lanciato ufficialmente la partecipazione del suo Paese alla 61a Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia, che si terrà dal 9 maggio al 22 novembre di quest’annno.

«La Biennale di Venezia è una delle più grandi piattaforme al mondo per l’espressione artistica. Partecipare, attraverso un Padiglione nazionale e le diverse attività collaterali, non è semplicemente un atto di presenza. È un posizionamento. È un’affermazione. È una proiezione», ha dichiarato Elebe durante una conferenza stampa a Kinshasa.

Questa partecipazione, ha continuato la ministra, ribadisce un obiettivo: strutturare in modo sostenibile la presenza della Repubblica Democratica del Congo sulla scena artistica internazionale, aprendo anche la strada a nuove collaborazioni culturali. Elebe ha quindi sottolineando il significato simbolico della selezione artistica, in particolare per l’inclusione di un artista di Goma, città nell’est del Paese da un anno sotto il controllo dei ribelli M23.

Il progetto che la Rdc presenterà a Venezia è intitolato Simba Moto! ed è il frutto del lavoro di nove artisti provenienti da diverse discipline, che hanno collaborato alla realizzazione di un’opera collettiva. Simba Moto! offrirà «un’interpretazione artistica contemporanea delle dinamiche e dell’immaginario culturale congolese», ha detto Cindy Makiana, curatrice del Padiglione e delle sue mostre. Il concetto, ha spiegato, «ruota attorno al fuoco della forgia, alla cura, alla guarigione e soprattutto alla trasformazione».

La curatrice ha sottolineato che l’esposizione intende mettere in luce il capitale umano congolese in una narrazione che vada al di là dei discorsi sulle risorse minerarie, la sofferenza della popolazione e una visione generale pessimistica. «L’idea è di mostrare il nostro know-how e la nostra creatività congolese. Questo è il messaggio che porteremo a Venezia e in tutto il mondo”, ha continuato.

Makiana ha aggiunto che esiste la volontà di fare della cultura uno strumento strategico di soft power culturale, capace di veicolare una narrazione rinnovata del Paese, basata sulla ricchezza del suo patrimonio, sulla vitalità della sua scena contemporanea e sull’unicità delle sue espressioni artistiche.

Le opere saranno esposte nella Scuola di San Marco, un edificio simbolo del XV secolo e gioiello del Rinascimento veneziano.

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