Rd Congo, riprende dopo settimane l’attività commerciale sul lago Tanganyika

di claudia

Dopo diverse settimane di sospensione, il traffico lacustre sul lago Tanganyika tra Kalemie e Uvira è ripreso ieri, segnando una tappa importante nella normalizzazione delle attività economiche e di trasporto nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo (Rd Congo).

La decisione è stata annunciata dal governatore della provincia del Tanganyika, Christian Kitungwa Muteba, attraverso un comunicato ufficiale, rilanciato dal sito actualite.cd , in cui si afferma che l’allentamento delle restrizioni è possibile grazie a un miglioramento della situazione sicurezza a Uvira, nel Sud-Kivu. La città era stata occupata della milizia Afc/M23, gruppo armato coinvolto da mesi in ostilità con le forze governative congolesi.

Durante il periodo di sospensione, tutte le attività commerciali e i movimenti di persone sulle rotte lacustri erano stati vietati dalle autorità provinciali a causa dei rischi legati alla presenza di miliziani e ai timori di infiltrazioni attraverso le vie d’acqua. Questa misura aveva avuto un impatto significativo sulle comunità locali e sugli scambi economici lungo le sponde del lago.

Nel comunicato, il governatore ha sottolineato che la riapertura è parte degli sforzi del governo centrale per ristabilire progressivamente l’autorità dello Stato e ripristinare le normali attività economiche e sociali nella regione. In particolare, è stato evidenziato che il traffico lacustre, elemento vitale per i commerci e la mobilità delle popolazioni locali, ritorna ora alla piena operatività.

La notizia è stata accolta con sollievo da operatori economici, viaggiatori e residenti, che considerano la rotta tra Kalemie e Uvira una arteria strategica per il trasporto di merci e persone non solo all’interno della Rd Congo, ma anche verso i Paesi confinanti attraverso i collegamenti via lago.

Questa ripresa delle attività lacustri arriva in un momento in cui l’evoluzione del conflitto con l’Afc/M23 e gli sforzi per consolidare la sicurezza nell’est del Paese restano al centro delle preoccupazioni politiche e umanitarie regionali.

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