È stata pronunciata in Senegal la prima condanna di un uomo in base alla nuova legge che reprime l’omosessualità, inasprendo le pene. Il tribunale di Pikine-Guediawaye, sobborgo di Dakar, ha condannato un 24enne a sei anni di carcere e a una multa di due milioni di franchi Cfa (circa 3.000 euro). L’uomo sarebbe stato colto in flagrante.
Approvata l’11 marzo da 135 dei 165 membri del parlamento e promulgata alla fine dello stesso mese dal presidente Bassirou Diomaye Faye – nonostante gli appelli di Amnesty International e Human Rights Watch per il suo ritiro – la legge raddoppia le pene per chi commette «atti contro natura», portandole da cinque a dieci anni di reclusione, e criminalizza anche qualsiasi «promozione» dell’omosessualità.
Questa condanna giunge in un clima di intensa repressione. Dall’inizio di febbraio, gli arresti sono quasi quotidiani – circa sessanta secondo l’ultimo conteggio – spesso sulla base di denunce o a seguito di perquisizioni telefoniche. I nomi degli arrestati vengono resi pubblici, esponendoli a violenze. Alcuni sono anche accusati di aver trasmesso consapevolmente l’Hiv. Altri casi sono già pendenti in tribunale e diversi sospettati sono stati posti in custodia cautelare negli ultimi giorni, secondo la stessa fonte.
Di fronte a questa situazione, un numero crescente di persone omosessuali sta cercando di lasciare il Senegal. L’associazione francese Stop Homophobie ha ricevuto quasi 200 richieste di aiuto in poche settimane.



