Nigeria, è morto l’ex-presidente Muhammadu Buhari

di claudia

È morto ieri pomeriggio a Londra, nel Regno Unito, l’ex-presidente della Nigeria Muhammadu Buhari. Aveva 82 anni ed era ricoverato in una clinica privata. Lo ha annunciato con un breve comunicato stampa la sua famiglia, in una dichiarazione firmata da Garba Shehu, ex portavoce presidenziale.

Militare di carriera, Buhari ha governato la Nigeria prima come capo di stato militare dal 1983 al 1985 ed è poi tornato al potere nel 2015, eletto presidente dopo vari tentativi. Da presidente democraticamente eletto, Buhari ha condotto una strenua lotta contro la corruzione e ha tentato di diversificare l’economia nigeriana sviluppando l’agricoltura. Il suo secondo mandato si è concluso nel 2023, quando Bola Ahmed Tinubu gli è succeduto alla guida del Paese.

Il ministero delle Comunicazioni nigeriano, riferendo il cordoglio del presidente Tinubu per la morte del suo predecessore, ha detto che l’attuale presidente ha ordinato al suo vice Kashim Shettima di recarsi nel Regno unito per rimpatriare la salma di Buhari. Sono previsti funerali di Stato. Nel suo messaggio, il presidente Tinubu ha detto che Buhari era “un patriota, un soldato e uno statista la cui vita è stata segnata dal servizio e dal sacrificio” e ne ha ricordato l’impegno per “l’unità nazionale, la disciplina nel servizio pubblico e la sua determinazione nel combattere la corruzione”.

Buhari lascia di sé l’immagine di un leader rigoroso, elogiato per i suoi sforzi contro la corruzione e criticato per il suo autoritarismo. La sua eredità rimane segnata dal desiderio di riforme in un Paese che si trova ad affrontare numerose sfide economiche e di sicurezza.

La notizia è corsa velocemente tra le presidenze e le cancellerie di mezza Africa: il presidente gambiano Adama Barrow, il guineano Umaro Sissoco Embaló, il ciadiano Mahamat Idriss Déby Itno, il sierraleonese Julius Maada Bio, il senegalese Bassirou Diomaye Faye, l’etiope Abiy Ahmed e il presidente della Commissione dell’Unione africana Mahmoud Ali Youssouf hanno reso omaggio a “un grande statista”, “un panafricanista impegnato” e “una figura di spicco della vita politica africana”.

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