L’ultimo saluto alla scimpanzé Ikuru, simbolo del santuario di Ngamba Island

di claudia

Un gruppo di scimpanzé, raccolto a distanza di sicurezza, osserva in silenzio la cerimonia funebre di Ikuru, una femmina di 30 anni considerata una delle presenze più amate del Ngamba Island Chimpanzee Sanctuary, in Uganda. Intorno al corpo esanime dell’esemplare, sono disposti in cerchio gli operatori, i veterinari e i volontari del centro. È così che, tra il suono delle onde del lago Vittoria e i richiami sommessi degli animali, l’isola rifugio ha dato l’ultimo saluto a una delle sue ospiti più longeve. Lo ha raccontato il quotidiano ugandese New Vision in un articolo pubblicato di recente.

Ikuru è morta il 17 ottobre nella foresta di 95 acri che costituisce il cuore del santuario che sorge su una piccola isola del lago Vittoria, a circa 23 chilometri a sud-est di Entebbe. Un’autopsia veterinaria ha stabilito che la causa del decesso è stata una grave ferita traumatica riportata durante uno scontro con altri scimpanzé, con conseguente massiccia perdita di sangue. Dopo la cremazione, le sue ceneri sono state riportate sull’isola per una cerimonia commemorativa, alla quale hanno partecipato lo staff, i volontari e membri della comunità locale.

Secondo quanto riferito da New Vision, gli altri scimpanzé del gruppo hanno manifestato nei giorni successivi al decesso comportamenti di lutto collettivo: si sono avvicinati più volte al punto in cui Ikuru era stata trovata, emettendo vocalizzazioni insolite e mostrando agitazione. Per questo, gli operatori hanno scelto di consentire loro di assistere, a distanza, alla sepoltura, affinché potessero “riconoscere la perdita” e mantenere la coesione del branco.

Ikuru era arrivata a Ngamba nel maggio 1999, dopo essere stata salvata nella Repubblica Democratica del Congo, dove la madre era stata uccisa durante un conflitto armato. Da allora era stata accudita dalla custode Betty Angucia, che la considerava come una figlia.

La Chimpanzee Sanctuary and Wildlife Conservation Trust (Cswct), che gestisce il rifugio, ha ricordato Ikuru come “un simbolo di resilienza e di speranza per tutti gli scimpanzé vittime del bracconaggio e delle guerre”. L’organizzazione ha sottolineato il valore educativo e conservazionistico del santuario, fondato nel 1998, che oggi ospita oltre 50 scimpanzé sottratti al commercio illegale o alla cattività, in un ambiente controllato che riproduce le condizioni della foresta tropicale.

Condividi

Altre letture correlate: