L’Africa protagonista al World Economic Forum

di claudia
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di Enrico Casale

L’Africa si presenta a Davos 2026 con una partecipazione più forte, organizzata e propositiva rispetto al passato, trasformando il World Economic Forum in una piattaforma non solo di presenza simbolica ma di proposte concrete e iniziative nazionali per attrarre investimenti, rafforzare la cooperazione e promuovere lo sviluppo sostenibile.

Tra le principali iniziative messe in campo dai Paesi africani, la Nigeria è senza dubbio tra i protagonisti più visibili. Per la prima volta il governo di Abuja ha inaugurato il “Nigeria House” sulla Davos Promenade, un padiglione sovrano che funge da hub nazionale permanente per gli investimenti, la diplomazia economica e il dialogo con operatori globali. L’iniziativa, secondo quanto riporta il sito statehouse.gov.ng, è guidata dal vice presidente Kashim Shettima ed è stata realizzata in collaborazione con ministeri e partner privati e ospita tavole rotonde, incontri ministeriali e sessioni tematiche su agricoltura sostenibile, minerali strategici, economia digitale e industria creativa. All’interno del “Nigeria House”, come riporta l’African Leadership Magazine, il governo presenta in dettaglio il proprio programma di riforme economiche, volte a migliorare la disciplina fiscale, a rafforzare la stabilità macroeconomica e a creare un ambiente favorevole agli investitori, insieme a messaggi chiari sulla trasformazione del Paese in un’economia più diversificata e competitiva.

Anche il Kenya sta utilizzando Davos come palcoscenico per promuovere la propria visione come hub finanziario continentale. Il Paese ha portato al forum il progetto del Nairobi International Financial Centre (Nifc), concepito per attrarre capitali nelle aree di servizi finanziari, fintech, asset digitali regolamentati e green finance. I rappresentanti keniani hanno sottolineato, come riporta il sito The Exchange Africa, come Nairobi si stia posizionando come piattaforma africana per capitali internazionali, innovazione digitale e infrastrutture finanziarie solide, attirando conferme di interesse da parte di fondi e investitori.

rimesse

Il Sudafrica, presente con una ampia delegazione guidata dal ministro delle Finanze Enoch Godongwana e altri membri di governo, ha focalizzato la propria agenda sulle riforme strutturali che mirano a consolidare la stabilità economica, migliorare la fornitura di energia, rafforzare le reti logistiche e sviluppare settori come il commercio e le piccole imprese. La partecipazione sudafricana si propone di rafforzare la fiducia degli investitori stranieri e di consolidare il ruolo del Paese come destinazione attrattiva per capitali e progetti infrastrutturali.

Accanto alle iniziative dei grandi Paesi, anche Stati più piccoli svolgono un ruolo crescente. African Leadership Magazine sottolinea come Ruanda e Liberia abbiano evidenziato la propria presenza istituzionale con delegazioni ufficiali che mirano a rafforzare il dialogo multilaterale, a facilitare investimenti e a integrare i propri mercati nei circuiti globali di valore.

Non meno significativa è la dimensione continentale rappresentata da strutture come Africa Collective House, supportata da Afreximbank e dalla Zona di libero scambio continentale africana (AfCFTA). Questo spazio convegne riunisce leader politici, rappresentanti istituzionali e imprenditori per discutere di commercio, investimenti, infrastrutture e tecnologia, con l’obiettivo di facilitare partnership e mobilitare capitale per la crescita e l’industrializzazione dell’Africa.

La presenza africana a Davos riflette una tendenza più ampia: non più soltanto una richiesta di attenzione internazionale, ma la proiezione di strategie nazionali e regionali che cercano di tradurre la partecipazione nei fatti. Esperti e osservatori, citati da African Leadership Magazine, notano come questa edizione del forum abbia segnato un passo avanti nella capacità degli Stati africani di mettere in campo narrazioni positive, progetti concreti e strumenti di dialogo diretto con investitori e partner globali.

Nel complesso, Davos 2026 si sta configurando come un momento in cui l’Africa non solo espone le proprie esigenze, ma propone prospettive concrete di sviluppo, collocandosi come partner ambizioso nelle dinamiche economiche globali.

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