Il Senegal ha firmato il memorandum d’intesa attraverso il quale aderisce alla nuova strategia statunitense per la salute in Africa. La partnership, della durata di cinque anni, si basa su un cofinanziamento di 135 milioni di euro, di cui 63 milioni finanziati dal Senegal e 72 milioni forniti dagli Stati Uniti.
«L’obiettivo di questa partnership è rafforzare la sorveglianza epidemiologica, i laboratori, le risorse umane nel settore sanitario e la digitalizzazione del sistema sanitario» ha sottolineato il ministero senegalese della Sanità.
A differenza di alcuni accordi simili firmati con altri Paesi africani, quello con il Senegal non prevede come contropartita l’accoglienza delle persone espulse dagli Stati Uniti, secondo quanto afferma una fonte del Ministero della Salute citata da Radio France Internationale (Rfi)
Per quanto riguarda i dati, il ministero ha precisato che non verrà trasmessa alcuna cartella clinica individuale. Solo statistiche aggregate, per verificare che i fondi siano utilizzati correttamente.
A dicembre, gli Usa avevano invece chiesto al Kenya un accesso diretto ai dati sugli agenti patogeni a potenziale epidemico, informazioni fino ad allora trasmesse esclusivamente all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)
L’iniziativa rientra nella nuova strategia globale per la salute dell’amministrazione di Donald Trump – America First Global Health – e copre aree prioritarie: Hiv/Aids, malaria, sorveglianza epidemiologica e preparazione alle epidemie. L’accordo, già firmati da oltre quindici Paesi in Africa, viene presentato come una partnership equilibrata, ma solleva interrogativi, in particolare per quanto riguarda la condivisione dei dati sanitari.



