Il Mali libera 100 jihadisti in cambio di carburante

di Tommaso Meo

Il governo del Mali ha rilasciato più di 100 sospetti jihadisti per sbloccare i rifornimenti di carburante verso la capitale, Bamako. La notizia è stata confermata da fonti ufficiali e della sicurezza ad Afp.

Dallo scorso settembre, il Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani (Jnim), affiliato ad Al-Qaeda, aveva preso di mira sistematicamente i convogli di autocisterne, provocando gravi carenze di carburante nella città. L’intesa raggiunta prevede la liberazione dei detenuti in cambio dell’apertura di un «corridoio sicuro» per il transito dei camion.

Secondo diverse fonti di sicurezza, entrerà in vigore una tregua almeno fino alla festa musulmana di Eid al-Adha (Tabaski), prevista per la fine di maggio. Tra le persone rilasciate ci sarebbero anche diverse persone di etnia Fulani (Peul), spesso vittimaedi stigmatizzazione e sospettata di collaborazionismo con le milizie islamiste.

Il Mali, Paese senza sbocco sul mare, è travolto dal 2012 da una profonda crisi securitaria. Oltre alle violenze delle filiali di Al-Qaeda e dello Stato Islamico, il governo deve far fronte a una frammentazione del territorio conteso tra bande criminali e gruppi armati, in un contesto dove il controllo dei flussi logistici è diventato la principale arma di ricatto contro la giunta militare al potere.

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