Henriette Lagou, l’altra donna candidata alla presidenza in Costa d’Avorio

di claudia
Henriette Lagou Adjouoa

di Céline Camoin

Henriette Lagou Adjouoa è la seconda donna, oltre a Simone Ehivet Gbagbo, a concorrere per le elezioni che si terranno il 25 ottobre in Costa d’Avorio, dove si registra un clima preelettorale teso. Ecco chi è la candidata e qual è il suo programma.

Meno conosciuta dall’opinione internazionale rispetto a Simone Ehivet Gbagbo, Henriette Lagou Adjouoa è, assieme all’ex first lady, la seconda donna in lizza per le elezioni presidenziali del 25 ottobre in Costa d’Avorio, in una lista – controversa – di cinque candidati ammessi a concorrere, tra cui il presidente uscente Alassane Ouattara.

Candidata del Raggruppamento dei partner politici par la pace (Gp-Paix), una formazione autoproclamata centrista, Lagou, già esponente del Pdci, ha anche lei un passato legato all’ex presidente Laurent Gbagbo, in quanto è stata ministra della Famiglia, della Donna e del Bambino, nel primo governo del primo ministro Pascal Affi N’Guessan, nel 2000, e successivamente ministra degli Affari sociali e delle persone con handicap, nel 2002.

In politica sin da giovane, l’oggi 66ene Henriette Lagou è stata legata ad Henri Konan Bedie (fondatore del Pdci), ma poi radiata dal partito del defunto presidente. Nel 2015 si è già candidata alle elezioni presidenziali, ottenendo solo lo 0,89% dei suffragi.

Il programma di Lagou per queste presidenziali ha come priorità la lotta alla povertà, l’emancipazione delle donne e la promozione dell’occupazione giovanile. Si vuole artefice di una vera pace e riconciliazione, un’economia inclusiva, la promozione dei valori morali e culturali e l’educazione civica.

Secondo diversi osservatori, alcuni candidati esclusi non hanno visto di buon occhio l’ammissione nell’elenco definitivo dei candidati di Lagou, definendola una pedina del partito al potere (Rhdp). Un’accusa che Lagou ha bollato come calunnia.

Henriette Lagou affronterà domenica la rivale Simone Ehivet Gbagbo, 76 anni, ma soprattutto il presidente uscente Ouattara, 83 anni, dato per favorito nonostante abbia ricevuto numerose critiche per volersi candidare a un quarto mandato consecutivo, in quello che i suoi detrattori definiscono una forzatura costituzionale. Sono anche in lizza Jean-Louis Billon, 60 anni, già esponente del Pdci-Rda dal quale ha preso le distanze al termine di una battaglia interna, con la neo coalizione Code, e infine il candidato indipendente Ahoua Don Mello, 66 anni.

A fare notizia in questo processo elettorale è stata soprattutto l’esclusione di candidati di peso, considerati veri avversari del partito al potere: Tidjane Thiam, leader del Pdci, Laurent Gbagbo del Ppa-Ci, Pascal Affi N’guessan del Fpi, Guillaume Soro e Charles Blé-Goudé, radiati da tempo dalle liste per condanne giudiziarie e non re-integrati. Le manifestazioni sono vietate, mentre opposizione e società civile denunciano pressioni e arresti politicamente motivati.

L’uccisione di un gendarme in un attacco alla sua pattuglia ad Agboville, lunedì, ha confermato quanto siano papabili le tensioni. Sostenitori dell’attuale potere hanno accusato i manifestanti filo opposizione di responsabilità nell’attacco con arma da fuoco, letale per il comandante dell’unità di sorveglianza. 

Condividi

Altre letture correlate: