Escalation di violenza in Sud Sudan, l’allarme delle ambasciate

di claudia
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Nove ambasciate occidentali in Sud Sudan del Sud – tra cui quelle di Stati Uniti, Regno Unito e Francia – hanno diffuso un comunicato congiunto per esprimere “grave preoccupazione” per l’escalation di violenza in diverse aree del Paese e sollecitare un cessate il fuoco immediato.

L’appello arriva in un momento di crescente tensione politica e militare: secondo quanto riferito da media locali e fonti diplomatiche, il partito d’opposizione Splm-Io, legato al vicepresidente Riek Machar, ha invitato le proprie forze a “marciare su Juba”, la capitale, a 24 ore dalla pubblicazione del comunicato. Machar, secondo diverse fonti citate dai media internazionali, risulta attualmente sottoposto a misure restrittive.

Nel comunicato, le rappresentanze diplomatiche citano “recenti violenze” negli Stati di Jonglei ed Equatoria orientale, oltre che in altre regioni, chiedendo alle parti di fermare le ostilità e risolvere le dispute attraverso il dialogo.

“Le ambasciate di Canada, Francia, Germania, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti d’America esprimono grave preoccupazione per le recenti violenze nello Stato di Jonglei e nell’Equatoria orientale, così come in altre parti del Paese. Invitiamo tutte le parti a concordare un’immediata cessazione delle ostilità e a risolvere le questioni attraverso un dialogo pacifico. Rinnoviamo l’appello a tutte le parti affinché garantiscano un accesso umanitario sicuro e senza impedimenti”.

Intanto, nuovi scontri sono stati segnalati nello Stato di Equatoria centrale. Secondo informazioni riportate da fonti locali riprese dai media sud sudanesi, combattimenti si sono verificati attorno alla località di Panyume, nella contea di Morobo, al confine con l’Uganda. Il portavoce militare dello Splm-Io, colonnello Lam Paul Gabriel, ha sostenuto in un comunicato che le truppe fedeli al presidente Salva Kiir si sarebbero ritirate dall’area, versione smentita dal governatore della contea di Morobo, che ha rivendicato il controllo della città da parte delle forze armate sud-sudanesi.

Panyume si trova a meno di 100 chilometri a sud di Juba. Nei giorni scorsi, secondo media locali, lo Splm-Io avrebbe conquistato la località di Pajut, a circa 300 chilometri a nord della capitale, alimentando il timore di un progressivo avvicinamento del fronte verso Juba.

Le Nazioni unite hanno segnalato che il Paese non registrava combattimenti di tale intensità dal 2017, evidenziando il rischio di un ulteriore peggioramento della crisi di sicurezza e un impatto diretto sulla popolazione civile e sull’accesso degli aiuti umanitari.

(foto di repertorio)

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