Congo – Usa, il nuovo partenariato sui minerali per fermare il saccheggio

di claudia

di Céline Camoin

La Repubblica Democratica del Congo fornisce quasi il 70% del cobalto mondiale. Il governo congolese ha firmato in questi giorni un accordo strategico con Washington per contrastare lo sfruttamento illegale delle risorse minerarie e le complicità nella regione.

Il partenariato strategico tra Stati Uniti e Repubblica Democratica del Congo firmato a dicembre è una risposta strutturale al saccheggio dei minerali congolesi, spesso perpetrato da attori nazionali in collusione con gli Stati confinanti, Lo ha affermato il vice primo ministro e ministro dell’Economia nazionale congolese, Daniel Mukoko Samba, in conferenza stampa, reagendo alle riserve sull’accordo, che si basa su un ritorno della sicurezza nell’est e sulla regolamentazione del mercato minerario congolese di cui gli Usa trarrebbero vantaggio.

Riferendosi all’articolo 11 del partenariato strategico, Mukoko Samba ha sottolineato la convergenza di interessi tra la Rdc e gli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai minerali essenziali. “È prevista la creazione di una riserva mineraria strategica sul territorio congolese. Prendiamo, ad esempio, il cobalto: la Rdc fornisce quasi il 70% del cobalto mondiale. Quando abbiamo sospeso le esportazioni a febbraio, i prezzi, in calo da due anni, sono saliti da 20.000 dollari a tonnellata agli oltre 52.000 dollari attuali. Questo dimostra il nostro vero peso sul mercato globale”, ha spiegato, secondo il giornale online Actualite. “Attualmente non disponiamo di scorte di cobalto sul nostro territorio. L’accordo prevede espressamente la creazione di una riserva strategica, in particolare per il cobalto, risorsa essenziale per le economie industriali e per l’industria della difesa. Lungi dall’essere una svendita, questa partnership mira a formalizzare le operazioni minerarie e a risolvere i problemi associati all’attività mineraria artigianale”, ha sottolineato.

cobalto

Parlando di coltan, il ministro ha ricordato che quasi la metà della produzione mondiale proviene dalla Rdc, in particolare dalla miniera di Rubaya. “È normale che questa risorsa continui a essere sfruttata in queste condizioni? (sotto controllo ribelle, Ndr) È normale che Paesi che non sono grandi produttori di oro siano tra i principali esportatori del continente, quando tutti sanno che quest’oro proviene dalla Rdc? Questo è il vero saccheggio”, ha dichiarato Daniel Mukoko Samba, precisando: “Cifre attendibili mostrano che, tra gennaio e giugno, le esportazioni di coltan dal Ruanda sono aumentate del 213%. Questa è la svendita. Questo è il saccheggio che dura da decenni”

L’accordo con Washington, sostiene il responsabile, mira proprio a porre fine a tutto ciò, sostituendo l’attuale regime predatorio con un modello basato su investimenti autentici e miniere industriali conformi agli standard internazionali”, ha aggiunto.

In conformità con i termini dell’accordo, la Repubblica Democratica del Congo deve presentare, entro trenta giorni dalla sua entrata in vigore, un elenco iniziale di “Progetti Strategici Designati dalla Repubblica Democratica del Congo”, comprendente progetti considerati essenziali per la trasformazione economica del Paese. Questi progetti devono promuovere la creazione di posti di lavoro, aumentare il valore aggiunto locale, rafforzare le infrastrutture energetiche e logistiche e stabilizzare le aree ricche di risorse naturali. Entro lo stesso termine, Kinshasa deve anche presentare un elenco iniziale di risorse minerarie e aree di esplorazione classificate all’interno della Riserva di Attività Strategiche, un meccanismo dedicato ai minerali essenziali e all’oro. Queste risorse possono includere concessioni esistenti o aree non ancora assegnate, con gli Stati Uniti che hanno il diritto di prelazione su qualsiasi progetto notificato nell’ambito di questo quadro normativo.

minatore

Infine, l’accordo individua diversi progetti infrastrutturali prioritari, tra cui la riabilitazione della linea ferroviaria. Il ministro dell’Economia ha anche tenuto a rassicurare la Cina, sostenendo che l’accordo con Washington non mette in alcun modo in discussione la cooperazione esistente tra Kinshasa e Pechino, né con altri partner internazionali. “Non stiamo dicendo ‘Apriamo la porta a uno e chiudiamo la porta all’altro’. Niente affatto. Molti sembrano dimenticare che nel 2023 il capo dello Stato ha effettuato una visita di Stato in Cina, durante la quale i due governi hanno concordato di elevare le loro relazioni al livello di un partenariato strategico”, ha ricordato Daniel Mukoko Samba. Il ministro dell’Economia Nazionale ha anche parlato dei risultati tangibili del partenariato sino-congolese, menzionando in particolare i progetti infrastrutturali stradali in corso a Kinshasa e in tutto il Paese.

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