Il Burundi concorda con l’Unhcr un maxi-rimpatrio di rifugiati

di Tommaso Meo
rifugiati in tanzania

Il governo del Burundi e l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, Unhcr, hanno concordato «un massiccio piano di rimpatrio per oltre 100.000 rifugiati dalla Tanzania e da altri Paesi di asilo», per un costo di oltre 82 milioni di dollari. Lo ha detto questa settimana il ministro degli Interni burundese Leonidas Ndaruzaniye alla radio di Stato Rtnb.

Questo massiccio rientro è dovuto al ritorno della pace in Burundi. La stragrande maggioranza di queste persone aveva infatti lasciato il Paese circa dieci anni fa, in seguito alla crisi politica e di sicurezza legata alla decisione del defunto presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi per un terzo mandato.

Secondo il ministro «l’operazione di rimpatrio dei rifugiati in Tanzania terminerà nel giugno 2026 con la chiusura del campo di Nduta, mentre il campo di Nyarugusu sarà chiuso alla fine di questo mese». Dall’inizio dell’anno sono già più di 37.000 i rifugiati burundesi che hanno fatto ritorno in Burundi, ha detto Brigitte Mukanga Eno, rappresentante dell’Unhcr nel Paese. Si stima che il numero totale di rifugiati burundesi rimpatriati da gennaio 2017 superi le trecentomila unità.

In base all’ultimo conteggio dell’Unhcr, il numero totale di rifugiati burundesi era stimato in 253.042 al 28 febbraio 2026: con oltre 101.720 persone, la Tanzania è il paese che ospita più rifugiati burundesi, seguita da Ruanda (50.848), Repubblica democratica del Congo (46.873), Uganda (43.234) e Kenya (10.367).

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