Inondazioni in Zimbabwe, si aggrava il bilancio delle vittime

di claudia
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Almeno 109 persone sono morte e 61 sono rimaste ferite in Zimbabwe dall’inizio della stagione delle piogge a causa di precipitazioni incessanti che hanno provocato inondazioni, crolli e gravi danni alle infrastrutture, secondo l’ultimo rapporto situazionale del Department of Civil Protection (Dcp). Le autorità riferiscono che i decessi sono stati causati da annegamenti, persone travolte da fiumi in piena, fulmini e crolli in aree minerarie, mentre i servizi di emergenza faticano a rispondere al numero elevato di incidenti legati al maltempo.

Il Dcp segnala che le piogge intense hanno colpito 8.295 nuclei familiari in tutto il Paese e danneggiato 334 abitazioni, 236 scuole, 15 strutture sanitarie e 21 ponti. La situazione delle vie di comunicazione è particolarmente critica: numerose strade principali e secondarie, sia in aree urbane sia rurali, risultano gravemente compromesse, in alcuni casi impraticabili, e necessitano di interventi di riabilitazione. Le precipitazioni hanno inoltre causato episodi di isolamento di comunità locali, con almeno 12 casi di persone rimaste bloccate dalle acque, mentre risultano colpiti anche dighe agricole e sistemi di irrigazione, con possibili ripercussioni sulla produzione.

La stagione delle piogge nel Paese dell’Africa australe si estende normalmente da ottobre a marzo ed è caratterizzata da rovesci intensi e temporali, ma negli ultimi mesi le precipitazioni hanno assunto un’intensità tale da provocare alluvioni diffuse, con perdite di vite umane, danni alle abitazioni e impatti significativi sulle infrastrutture stradali e ferroviarie. Le autorità di protezione civile indicano che l’emergenza resta in evoluzione e che l’entità dei danni potrebbe aumentare con il protrarsi delle piogge. 

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