Il Sudan guida ancora la lista globale delle peggiori crisi umanitarie stilata dall’organizzazione umanitaria International Rescue Committee (Irc), mentre le parti in conflitto continuano una guerra che ha causato decine di migliaia di morti. È il terzo anno consecutivo che il Paese figura al primo posto della Watchlist, pubblicata di recente e dedicata ai 20 Stati più a rischio di nuove o aggravate emergenze umanitarie.
Secondo l’Irc, il conflitto esploso nell’aprile 2023 da una lotta di potere tra l’esercito sudanese e le Forze di supporto rapido (Rsf), alla vigilia di una prevista transizione verso un governo civile, ha innescato la più grande crisi di sfollamento al mondo. Oltre 12 milioni di persone sono già state costrette a fuggire, in un contesto in cui gli operatori umanitari denunciano carenze di risorse per assistere la popolazione, spesso colpita da violenze, saccheggi e lutti.
Dopo il Sudan, la classifica include Territori palestinesi, Sud Sudan, Etiopia e Haiti. L’Irc ha evidenziato che, pur rappresentando circa il 12% della popolazione mondiale, i Paesi presenti nella lista concentrano l’89% delle persone che necessitano di assistenza umanitaria e, secondo le proiezioni, ospiteranno oltre la metà dei più poveri del pianeta entro il 2029.
Completano l’elenco Myanmar, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Burkina Faso, Libano, Afghanistan, Camerun, Ciad, Colombia, Niger, Nigeria, Somalia, Siria, Ucraina e Yemen.


