Una vittoria diplomatica del Marocco. Così i media del Paese maghrebino commentano oggi l’esito del Quindicesimo Consiglio d’Associazione Ue-Marocco che ha visto ieri a Bruxelles l’incontro tra l’Alta rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, e il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita (foto di apertura). Il riferimento è in particolare al passaggio del comunicato congiunto finale con cui l’Ue, in merito al Sahara occidentale, accoglie favorevolmente il piano di autonomia proposto dal Marocco, ritenendolo una base realistica per una soluzione politica definitiva sotto l’egida dell’Onu. Già colonia spagnola, occupata nel 1975 dal Marocco, la sovranità sul Sahara Occidentale è rivendicata sia da Rabat sia dal Fronte Polisario, il movimento politico-militare che sostiene l’autodeterminazione del popolo sahrawi.
“La parte europea – si legge nella dichiarazione finale – ha ribadito l’impegno dell’Ue nella risoluzione della controversia sul Sahara occidentale e ha accolto con favore l’adozione della risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che sostiene pienamente gli sforzi compiuti dal Segretario generale e dal suo Inviato personale per facilitare e condurre i negoziati sulla base del piano di autonomia proposto dal Marocco al fine di giungere a una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile della controversia, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite, e accoglierà con favore qualsiasi suggerimento costruttivo che le parti potrebbero formulare”. Pur espresso in toni diplomatici, il messaggio che giunge è che il piano marocchino possa “rappresentare una delle soluzioni più realizzabili” benché si continui a sottolineare la necessità di preservare i diritti “del popolo del Sahara occidentale”.
La riunione è servita anche a riaffermare la collaborazione tra Europa e Marocco, proiettando questa collaborazione verso nuove ambizioni di prosperità e sicurezza comune. Il partenariato, definito “paritetico”, punta a liberare l’intero potenziale di cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo facendo perno su quattro pilastri: convergenza economica e coesione sociale con focus sullo sviluppo socio-economico inclusivo, il commercio e gli investimenti; partenariato verde con impegno congiunto nella lotta al cambiamento climatico e per la transizione energetica; sicurezza e giustizia con cooperazione accresciuta nella prevenzione dell’estremismo violento e nella gestione dei flussi migratori e della mobilità; ricerca e conoscenza con promozione dell’innovazione, della cultura e dello scambio di competenze.
Il Marocco è il principale beneficiario dei finanziamenti Ue in Nord Africa. Nel periodo 2021-2024, il sostegno finanziario attraverso allocazioni bilaterali e strumenti come il Fedd+ (Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile) ha raggiunto un ammontare annuo di circa 270 milioni di euro.


