Violenti scontri armati hanno scosso ieri la città di al-Zawiya, a 60 chilometri a ovest della capitale Tripoli, coinvolgendo fazioni rivali affiliate al Governo di accordo nazionale. Lo riferiscono l’agenzia di stampa statale libica Lana e diversi media locali.
Gli scontri, esplosi tra l’Agenzia per le contromisure alle minacce alla sicurezza del ministero dell’Interno e una milizia locale nota come al-Kaboutat, legata al Ministero della Difesa, sarebbero stati innescati dall’arresto di alcuni membri del gruppo da parte delle forze governative. Secondo fonti locali citate da Lana, i combattimenti hanno causato la morte di un membro della Guardia dei siti petroliferi, colpito da un colpo di mortaio. Non vi sono dati ufficiali su altre vittime.
Le ostilità si sono rapidamente estese alle aree residenziali e alla zona circostante la raffineria di petrolio di al-Zawiya. Sui social media circolano immagini e video che mostrano l’impiego di armi pesanti e medie, mentre sulle principali arterie stradali, compresa la strada costiera, sono stati dispiegati ingenti rinforzi militari e posizionate barriere di sabbia.
La al-Zawiya Oil Refining Company, in una nota pubblicata sulla sua pagina Facebook e ripresa da Lana, ha espresso “profonda preoccupazione” per la sicurezza del complesso petrolifero, avvertendo dei “gravi rischi per vite umane, infrastrutture vitali e proprietà pubbliche e private”. L’azienda ha chiesto un cessate il fuoco immediato ed esortato le istituzioni competenti a mettere in sicurezza l’impianto, sottolineando che “qualsiasi attacco alla raffineria rappresenterebbe un attacco diretto alla ricchezza nazionale del popolo libico”.
Le conseguenze sulla popolazione civile sono state immediate: le filiali della Mezzaluna Rossa e il Centro di medicina d’urgenza di al-Zawiya hanno invitato i residenti a restare in casa, mentre il Dipartimento dell’istruzione locale e il Centro di formazione specializzato per le industrie petrolifere hanno annunciato la sospensione delle lezioni.
Questa nuova escalation si inserisce in un contesto di crescente instabilità nella Libia occidentale. Negli ultimi giorni si sono registrati scontri anche a Janzour, 12 km da Tripoli, e a Surman. Gli analisti sottolineano come la violenza persistente rifletta la fragilità politica e la divisione istituzionale del Paese, diviso dal 2011 tra due governi rivali: il Gna con sede a Tripoli e l’esecutivo orientale sostenuto dall’Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar.


