Un nuovo modello di intelligenza artificiale promette di rivoluzionare la prevenzione delle carestie: basandosi esclusivamente sui dati climatici, è in grado di prevedere crisi alimentari prima che diventino emergenze, offrendo uno strumento prezioso per salvare vite in aree vulnerabili come il Sahel.
Un recente studio pubblicato dal gruppo di ricerca del Joint Research Centre (JRC) ha presentato un nuovo modello di intelligenza artificiale utile a combattere le crisi alimentari nelle aree più fragili prima che la fame diventi un’emergenza.
L‘Africa è tra le aree più esposte ai futuri rischi di crisi alimentari. Secondo i ricercatori strumenti come l’IA basata sui dati climatici possono essere particolarmente utili per anticipare emergenze nel continente, dove la variabilità climatica (siccità, ondate di calore, piogge irregolari) ha un impatto diretto sia sulla produzione agricola che sulla sicurezza alimentare delle popolazioni più vulnerabili.
Il modello utilizza soltanto dati climatici, semplificando le previsioni rispetto ai sistemi tradizionali che richiedono una lunga serie di dati socio‑economici e di mercato.
Si tratta di uno strumento avanzato che potrebbe aiutare a: anticipare crisi alimentari in aree vulnerabili come, per esempio, il Sahel, dove siccità ricorrenti e instabilità climatica sono le prime cause di insicurezza alimentare; simulare scenari futuri di crisi alimentare in relazione alle proiezioni climatiche fino al 2100, fornire segnali d’allarme tempestivi alle organizzazioni umanitarie e ai governi per programmare aiuti e misure preventive prima che la crisi diventi catastrofica.
Nonostante la portata innovativa, gli esperti avvertono: IA non sostituisce completamente i sistemi esistenti che integrano dati socio‑economici, migrazioni e conflitti, aspetti che questo modello “solo climatico” non considera direttamente.


