• Homepage
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • ULTIMO NUMERO (6/2025)
    • PROSSIMO NUMERO (1/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Interventi nelle scuole
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
    • Abbonati ora
    • Promo per insegnanti, studenti, scuole e biblioteche
    • Africa + Nigrizia
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • GEOPOLITICA DELL’AFRICA
    • LE MIGRAZIONI
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
      • 2025
      • 2024
      • 2023
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 02/02/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

gen zeta

    FOCUSMusica

    Il boicottaggio della Gen Z ferma la musica della Tanzania

    di claudia 11 Gennaio 2026
    Scritto da claudia

    di Stefano Pancera

    La protesta dei giovani della Tanzania non si ferma e trova spazio in uno dei luoghi digitali più frequentati dalla Gen Z: le playlist musicali. Il dissenso arriva dalla scelta consapevole di smettere si seguire gli artisti nazionali accusati di aver sostenuto la rielezione della presidente Samia Suluhu Hassan o di essere rimasti in silenzio di fronte alla repressione.

    C’è un modo creativo per la Gen Z di fare politica in Tanzania, e passa dalle playlist. Il dissenso che arriva dai pulsanti “unfollow”, dalle playlist svuotate, dalla scelta consapevole di non premere più “play” sui brani dei propri beniamini. Dopo le violenze e le migliaia di morti legate alle elezioni del 29 ottobre 2025, molti ragazzi hanno spostato la protesta su un terreno percepito come più sicuro: il ritiro del sostegno digitale e simbolico agli artisti nazionali accusati di aver sostenuto la rielezione della presidente Samia Suluhu Hassan o di essere rimasti in silenzio di fronte alla repressione.

     È una forma di dissenso molecolare che, a prima vista, potrebbe sembrare solo una reazione ordinaria – il classico “smetto di seguire il mio idolo” – ma che, in un paese dove il dissenso politico è strettamente sorvegliato e fortemente represso anche per ciò che si pubblica online, diventa un’astuzia: far arrivare il proprio messaggio riducendo al minimo il rischio di denunce, arresti o ritorsioni dirette.

    “Ukimya nao ni msimamo” – anche il silenzio è una presa di posizione – è diventato   uno degli slogan più citati nelle discussioni online, ripetuto sui social, nei commenti e nelle conversazioni quotidiane, come accusa implicita a chi sceglie di non esporsi. È qui che il consumo culturale si trasforma in gesto politico: smettere di ascoltare diventa una rivendicazione pubblica una presa di distanza simbolica, una sottrazione di legittimità che passa attraverso gli algoritmi dello streaming.

    Dopo le violenze del 29 ottobre, molti giovani hanno cominciato a vedere le loro star con occhi diversi. Non più solo cantanti o intrattenitori, ma personaggi pubblici da cui si aspettavano almeno una parola, una presa di distanza da quello che stava succedendo. Invece è calato il silenzio. Niente dichiarazioni, niente uscite fuori copione. E per una fetta della Gen Z quel silenzio ha significato rottura.

    Nessuna piattaforma organizzata, nessun leader da seguire. Solo una scelta silenziosa e chirurgica: staccarsi. Disertare i concerti, smettere di seguirli sui social, cancellare le loro canzoni dalle playlist.  

    Alcuni dei volti più noti del Bongo Flava – il pop urbano tanzaniano nato nei primi anni ’90 – come Diamond Platnumz, Harmonize, Zuchu, Ali Kiba e altri ancora, sono stati esplicitamente indicati da fan e media come bersagli dei recenti boicottaggi e delle campagne di unfollow guidate dalla Gen Z.

    Difficile dire con certezza quanto questo boicottaggio abbia specificatamente inciso sui numeri dello streaming, ma l'”unfollow di massa” su Instagram e gli altri social è diventato uno dei comportamenti simbolici della protesta digitale. Al punto che è dovuto intervenire pubblicamente lo stesso primo ministro Mwigulu Nchemba, a difesa degli artisti finiti nel mirino.

    “Queste prese di mira e questi boicottaggi mi sorprendono e mi preoccupano. Non è giusto giudicare o punire gli artisti perché usano il proprio talento per mantenersi. Quando un artista va a esibirsi a un raduno politico, è al lavoro, è sul posto di lavoro”.ha dichiarato.

    Il messaggio è: l’arte va depoliticizzata. Ma proprio il fatto che abbia sentito il bisogno di dirlo conferma quanto la questione fosse diventata scottante e pervasiva nel dibattito nazionale.

    E ovviamente non si sono fatte attendere le risposte ironiche. “Quindi dov’è il problema? Che continuino a fare il loro lavoro, poi noi che siamo i cosiddetti pigri ora abbiamo iniziato a lavorare sodo. Stiamo raccogliendo i nostri soldi per comprare l’acqua… siamo solo occupati”, scrive Lucy Etzold, che su Instagram ha 100mila follower.

    Il caso più emblematico è quello di Naseeb Abdul Juma Issack, in arte Diamond Platnumz,  stella di prima grandezza non solo in Tanzania ma in tutta l’Africa orientale, con oltre 18 milioni di follower su Instagram. La sua posizione era particolarmente delicata: durante la campagna elettorale aveva pubblicato un lungo post in cui elogiava la presidente Samia Suluhu Hassan – “sei una presidente molto gentile, laboriosa e saggia…”   Nei giorni immediatamente successivi al 29 ottobre, i suoi canali social – di solito iperattivi – hanno registrato una drastica riduzione dei contenuti, senza alcun riferimento diretto alle violenze e alle tensioni in corso. Questo silenzio, facilmente verificabile scorrendo la timeline, ha innescato una reazione immediata: ondate di commenti critici, appelli all’unfollow, accuse di complicità con il potere. 

    Diverse ricostruzioni online indicano che, nei giorni successivi al voto, Diamond Platnumz ha perso oltre 100.000 follower su Instagram, nel pieno della polemica per il suo endorsement a Samia Suluhu Hassan. Sotto la pressione dei commenti e delle minacce di boicottaggio, ha cancellato o archiviato tutti i post in cui sosteneva la presidente, salvo poi ripristinarli quando Samia è stata ufficialmente insediata.​

    Harmonize

    Rajab Abdul Kahali, in arte Harmonize, ex punta di diamante della Wasafi Records di Diamond e oggi a capo della sua etichetta Konde Music Worldwide, ha perso oltre 8.000 follower su Instagram nelle settimane successive alle elezioni, stando ai dati citati da media regionali e da Plug TV Kenya. Dopo le violenze del 29 ottobre ha rinviato uscite musicali e concerti di fine anno, e almeno uno show previsto è stato cancellato in un clima di forte ostilità da parte dei fan e di crescente pressione politica.

    Zuhura Othman Soud, in arte Zuchu, tra le punte di diamante della Wasafi Records e autrice di alcuni dei messaggi più espliciti a sostegno di Samia Suluhu, ha perso oltre 6.000 follower su Instagram. Le stime, basate su strumenti di monitoraggio, parlano di almeno 6.715 account in meno dopo il 29 ottobre.

    Zuchu

    William Nicholaus Lyimo, in arte Billnass, rapper premiato ai Tanzania Music Awards 2022 come Best Male Hip Hop Artist, ha scelto la strada più drastica: disattivare completamente i propri account social. Il suo negozio di elettronica Nenga Tronix, a Dar es Salaam, è stato incendiato da manifestanti che lo accusavano di essere troppo vicino al potere.

    Diversi promoter intervistati dai media locali, parlano di una stagione di fine anno insolitamente debole: meno concerti annunciati, eventi rinviati, un settore  paralizzato, incertezza e paura di fare flop.  

    Non è un boicottaggio di massa nel senso classico del termine. È qualcosa di più fragile e, forse, anche di più profondo: la scelta consapevole di molti giovani tanzaniani di smettere di ascoltare chi decide di tacere proprio nel momento in cui prendere parola è l’unica cosa che conta.

    Condividi
    11 Gennaio 2026 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Anatomia di un (non) colpo di stato

    di claudia 26 Ottobre 2025
    26 Ottobre 2025

    di Stefano Pancera Un nuovo presidente e un primo ministro tecnico guidano il Madagascar dopo le proteste giovanili. Tra speranze e dubbi, la Generazione Z teme che le promesse di …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    “Legittime le rivendicazioni della GenZ”, le parole del ministro della Gioventù in Marocco

    di claudia 16 Ottobre 2025
    16 Ottobre 2025

     “Le rivendicazioni dei giovani e meno giovani, in materia di sanità e di istruzione, sono assolutamente legittime; partiti, sindacati, governo, opposizione, possono solo essere d’accordo”, ha dichiarato stamani il ministro …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Continuano le proteste in Madagascar, i giovani chiedono le dimissioni del presidente Rajoelina

    di claudia 1 Ottobre 2025
    1 Ottobre 2025

    Non si placano le proteste popolari contro le autorità malgasce, nonostante l’annuncio presidenziale del licenziamento dell’intero governo. I manifestanti della cosiddetta Generazione Z, vogliono le dimissioni del presidente Andry Rajoelina. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Anche in Marocco la Gen Z scende in piazza e chiede riforme

    di claudia 1 Ottobre 2025
    1 Ottobre 2025

    di Enrico Casale Dopo le mobilitazioni in Madagascar, centinaia di giovani marocchini hanno manifestato in diverse città per denunciare disuguaglianze, disoccupazione e carenze nei servizi essenziali. Arresti a Rabat, Casablanca, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Attese nuove proteste in Madagascar, si temono altre violenze

    di claudia 29 Settembre 2025
    29 Settembre 2025

    Attese oggi in Madagascar nuove proteste contro i blackout elettrici e le interruzioni dell’acqua, con il timore che possano sfociare in altre violenze e saccheggi come avvenuto dopo le manifestazioni …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Sudan, dopo tre anni atterra il primo volo a Khartoum

    2 Febbraio 2026
  • Ciclone Fytia, almeno tre morti e 28.000 persone coinvolte in Madagascar

    2 Febbraio 2026
  • Un Grammy alla carriera per Fela Kuti, pioniere dell’afrobeat

    2 Febbraio 2026
  • Ucciso in Nigeria il numero due di Boko Haram

    2 Febbraio 2026
  • Rdc, crolla la miniera controllata dai ribelli: almeno 200 morti

    2 Febbraio 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 02/02/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Accetto Gestione consensi Leggi tutto
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessari
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non necessari
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA