• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Bella Ciao
    • Festa 100 afriche
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (2/2026)
    • NUMERO ARRETRATO (1/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • “Disordine globale”
  • “Bella Ciao”
  • FESTA 100 afriche

Edizione del 30/03/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

fame

    Tigray
    FOCUS

    Nel Tigray la fame più della guerra “farà il resto”

    di claudia 24 Gennaio 2026
    Scritto da claudia

    di Valentina Giulia Milani

    Intere comunità del Tigray, già devastate dal conflitto concluso nel 2022 sono vittime di una grave emergenza alimentare e sanitaria. Le testimonianze raccolte mettono in luce una realtà drammatica: per molti la fame è diventata una costante ed “è raro trovare qualcuno che non abbia seppellito un familiare nell’ultimo anno”.

    Nel villaggio di Hitsats, nel Tigray settentrionale, a ridosso del confine con l’Eritrea, l’88enne Nireayo Wubet dice di passare le giornate a seppellire amici e parenti. Nel racconto raccolto da Al Jazeera, la sua paura è semplice e brutale: che la fame, più della guerra, finisca per uccidere chi è rimasto e che, quando toccherà a lui, non ci sia più nessuno a garantirgli nemmeno una sepoltura dignitosa. È da questa immagine che prende forma la crisi umanitaria descritta dall’emittente: con il progressivo ridimensionamento degli aiuti internazionali – aggravato dai tagli statunitensi ai programmi di Usaid – intere comunità del Tigray, già devastate dal conflitto concluso nel 2022, tornano a scivolare verso un’emergenza alimentare e sanitaria.

    Secondo quanto riferito dal reportage, Wubet era un contadino dell’area di Humera (territorio oggi conteso e incluso nella regione Amhara) e si è rifugiato a Hitsats quattro anni fa, durante la guerra del Tigray iniziata nel 2020. Il conflitto si è concluso nel 2022, ma per molti sfollati il ritorno resta impossibile. Hitsats, tra i centri più vulnerabili, è sopravvissuta negli ultimi anni soprattutto grazie al sostegno di organizzazioni umanitarie, tra cui Usaid, a lungo principale fonte di assistenza per l’Etiopia. La situazione, spiega Al Jazeera, sarebbe cambiata bruscamente nell’ultimo anno con il taglio dei fondi e lo smantellamento di una parte significativa delle attività dell’agenzia.

    Nella regione del Tigray, organizzazioni umanitarie come il Programma alimentare mondiale (Wfp) stimano che una quota molto ampia della popolazione necessiti di supporto d’emergenza; ma, a fronte della riduzione delle risorse, gli interventi vengono spesso dirottati verso altre aree del mondo considerate prioritarie. Medici senza frontiere (Msf) ha descritto i tagli statunitensi come un fattore che nel 2025 avrebbe “sconvolto” programmi sanitari e umanitari globali, con conseguenze umane definite “catastrofiche”. Nel reportage vengono citati esempi in Somalia, Sud Sudan e Repubblica democratica del Congo, dove interruzioni dei finanziamenti avrebbero inciso sulla nutrizione infantile, sull’assistenza ostetrica e sulla disponibilità di kit post-stupro con farmaci per la prevenzione dell’Hiv.

    tigray

    In Etiopia – che prima dei tagli era indicata come uno dei maggiori destinatari dei fondi Usaid nell’Africa subsahariana – le carenze di finanziamento starebbero creando “vuoti critici” e scaricando ulteriore pressione sulle altre organizzazioni operative. Il capo missione di Msf in Etiopia, Joshua Eckley, ha spiegato ad Al Jazeera che i tagli dei donatori stanno ulteriormente indebolendo un sistema sanitario già fragile, riducendo per i più vulnerabili accesso a cure, servizi idrici e igienico-sanitari, mentre i bisogni continuano a superare la capacità complessiva di risposta.

    La crisi è raccontata attraverso testimonianze sul campo. Al Jazeera riferisce che Terfuneh Welderufael, 71 anni, sfollato durante la guerra da Mai Kadra, vive a Hitsats dal 2022 e racconta che la fame è diventata una costante e che sarebbe raro trovare qualcuno che non abbia seppellito un familiare nell’ultimo anno. Al Jazeera cita anche Abraha Mebrathu, coordinatore di un campo governativo che ospita circa 1.700 sfollati interni, secondo cui gli aiuti in ingresso sarebbero minimi e molti civili starebbero morendo. Sempre secondo quanto riportato dall’emittente, di fronte a un numero di morti molto alto, le autorità del campo avrebbero smesso di raccogliere dati sistematici, concentrandosi invece sulla sopravvivenza dei residenti e sulla richiesta di attenzione internazionale. Nella stessa ricostruzione, Mebrathu denuncia inoltre che molti operatori umanitari locali non sarebbero stati pagati per mesi, finendo a loro volta in condizioni di insicurezza alimentare.

    Al Jazeera collega l’aggravarsi della situazione anche a scelte operative condizionate dalla scarsità di fondi, come la chiusura improvvisa dell’ufficio Wfp nella vicina Shire, città che ospita una delle più ampie popolazioni di sfollati in Etiopia. Washington ha annunciato la ripresa di parte del sostegno all’Etiopia dopo la sospensione iniziale, ma nel reportage si sostiene che poco sarebbe arrivato finora in aree come il Tigray. Al Jazeera riporta le parole di Mebrathu secondo cui, con quasi 2.000 persone in condizioni “urgenti”, ciò che arriva sarebbe “come versare un bicchiere d’acqua in un lago”.

    Il racconto evidenzia inoltre tensioni interne sulla gestione della crisi. Di fronte alla riduzione degli aiuti, alcuni cittadini – inclusi influencer del Tigray e della capitale Addis Abeba – avrebbero tentato di organizzare raccolte fondi e donazioni dirette per Hitsats, iniziative poi interrotte per timori di ritorsioni dopo avvertimenti delle autorità. Secondo Al Jazeera, il governo federale non avrebbe riconosciuto ufficialmente l’esistenza di una grave crisi alimentare in corso e punterebbe a mantenere un’immagine positiva del Paese, evitando narrazioni di dipendenza dagli aiuti. In questo contesto, l’emittente cita un influencer coinvolto nella raccolta fondi, che a condizione di anonimato ha detto di essere stato costretto a “guardare le persone morire da lontano”.

    Il governo federale sostiene che il Paese abbia raggiunto l’autosufficienza nella produzione di grano e sia in grado di sostenere la popolazione vulnerabile; ma tale narrativa è contestata da osservatori e operatori umanitari. Nel reportage si ricorda che nel 2024 il primo ministro Abiy Ahmed aveva affermato in Parlamento che non vi fossero persone che muoiono di fame in Etiopia, mentre il Wfp riportava allora un numero molto elevato di persone a rischio di carestia.

    Sul piano dei numeri complessivi, nel reportage viene citata anche la rete Famine Early Warning Systems Network (Fews Net), secondo cui oltre 15 milioni di etiopi necessitano di assistenza alimentare d’emergenza in un contesto di sostegno internazionale in contrazione. Al Jazeera riporta inoltre le posizioni delle autorità federali e provinciali sul tema della distribuzione degli aiuti, con reciproche accuse e smentite in merito a fondi e forniture.

    A Hitsats l’emergenza assume tratti quasi quotidiani: anziani che sopravvivono cercando avanzi, persone cronicamente malate senza cibo, e la prospettiva concreta che perfino lo spazio per le sepolture si esaurisca. Al Jazeera racconta che un diacono di una chiesa che domina il villaggio sostiene che i luoghi destinati ai funerali si stanno riempiendo rapidamente. Wubet continua a scavare fosse per i morti della sua comunità e, come riferisce l’emittente, teme che la fame, più della guerra, “farà il resto”.

    Condividi
    24 Gennaio 2026 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURANEWSSOCIETÀ

    Siccità e crisi alimentari: l’IA che avverte in anticipo

    di claudia 22 Gennaio 2026
    22 Gennaio 2026

    Un nuovo modello di intelligenza artificiale promette di rivoluzionare la prevenzione delle carestie: basandosi esclusivamente sui dati climatici, è in grado di prevedere crisi alimentari prima che diventino emergenze, offrendo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Più di quattro milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta in Rd Congo

    di claudia 18 Dicembre 2025
    18 Dicembre 2025

    Più di 4,1 milioni di bambini tra sei e 59 mesi nella Repubblica Democratica del Congo sono attualmente in condizione di malnutrizione acuta e necessitano urgentemente di servizi nutrizionali e …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    “La Somalia è a rischio carestia a causa dei tagli agli aiuti”

    di claudia 23 Ottobre 2025
    23 Ottobre 2025

    La Somalia è a rischio reale di carestia all’inizio del 2026 a causa dei tagli agli aiuti umanitari, denuncia il ministro degli affari umanitari dello Stato sud-occidentale, Nasir Arush. Secondo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    In Malawi più di quattro milioni di persone sono a rischio insicurezza alimentare

    di claudia 15 Ottobre 2025
    15 Ottobre 2025

    Circa 4.009.537 persone, pari a circa il 22% della popolazione nazionale del Malawi, non saranno in grado di soddisfare il proprio fabbisogno alimentare durante il periodo di carestia 2025/2026, che …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Nel Darfur i bambini e gli anziani muoiono per fame e malattie

    di claudia 29 Settembre 2025
    29 Settembre 2025

    Almeno 73 bambini e più di 20 anziani sono morti per fame e malattie negli ultimi 40 giorni dopo essere fuggiti dal campo profughi di Abu Shouk, situato nella zona …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sempre più intenso l’assedio nel Darfur, il grido d’aiuto della popolazione costretta a fuggire

    di claudia 10 Settembre 2025
    10 Settembre 2025

    L’assedio delle Forze di supporto rapido (Rsf) attorno ad El Fasher, ultima roccaforte dell’esercito sudanese nel Darfur, in Sudan, continua a intensificarsi. Chi riesce a pagare per fuggire racconta di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan al collasso tra fame, epidemia e guerra: l’allarme dell’Oms

    di claudia 8 Settembre 2025
    8 Settembre 2025

    Il Sudan affronta una crisi alimentare “catastrofica”, con condizioni di carestia già confermate in alcune aree del Paese. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Non si ferma l’inferno della guerra in Sudan, ad Al Fasher i bambini muoiono di fame

    di claudia 29 Agosto 2025
    29 Agosto 2025

    di Valentina Giulia Milani Dopo 500 giorni sotto assedio, la città di Al Fasher, capoluogo del Nord Darfur, è diventata l’epicentro della crisi umanitaria in Sudan. Secondo l’Unicef, la popolazione …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Darfur sotto assedio tra scontri, bombardamenti e fame

    di claudia 6 Agosto 2025
    6 Agosto 2025

    L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha lanciato un appello per una pausa nei combattimenti in Sudan, in particolare nella città assediata di El Fasher, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    La fame arretra nel mondo, ma aumenta drammaticamente in Africa

    di claudia 29 Luglio 2025
    29 Luglio 2025

    In una Africa Hall gremita di delegati, il verdetto più atteso del Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (UNFSS+4) in corso ad Addis Abeba è arrivato come una doccia …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSSOCIETÀ

    Aumenta l’insicurezza alimentare nell’Africa Australe

    di claudia 24 Luglio 2025
    24 Luglio 2025

    L’insicurezza alimentare nell’Africa meridionale è in peggioramento a causa dell’instabilità climatica, delle infestazioni parassitarie e degli shock economici. Secondo le stime del programma regionale di valutazione della vulnerabilità (Rvaa) della …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SOCIETÀSOLIDARIETÀ

    Ruanda: acqua pulita, futuro possibile

    di claudia 20 Luglio 2025
    20 Luglio 2025

    In Ruanda, il progetto Amazi Meza – “acqua pulita” nella lingua locale – promosso dalla ong italiana Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo porta acqua potabile, servizi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINALibriNATURA

    Fame e siccità in Madagascar, il prezzo dell’ingiustizia storica

    di claudia 12 Luglio 2025
    12 Luglio 2025

    di Massimo Lazzari Nel suo saggio “Ingiustizia climatica: perché combattere le diseguaglianze può salvare il pianeta”, Friederike Otto mostra come la devastante siccità in Madagascar sia effetto non solo del …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sud Sudan, il Pam avvia lanci aerei di cibo d’emergenza

    di claudia 9 Luglio 2025
    9 Luglio 2025

    Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp/Pam) darà il via a lanci aerei di aiuti alimentari d’emergenza destinati a migliaia di famiglie colpite dal conflitto nello Stato dell’Alto Nilo, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • …
  • 5

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Il diplomatico egiziano Nabil Fahmy nuovo segretario della Lega Araba

    30 Marzo 2026
  • Voglia d’Africa 2026: perché le piccole imprese italiane scommettono sul continente

    30 Marzo 2026
  • L’Africa nel “grande disordine”: l’onda d’urto dell’operazione Epic Fury sul continente

    30 Marzo 2026
  • In Camerun un piccolo progetto comunitario combatte la plastica

    30 Marzo 2026
  • Mani di Fatima: il Marocco autentico nel cuore di Treviso

    29 Marzo 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 30/03/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl