L’amministrazione del presidente keniano William Ruto ha versato alla Confederazione africana di calcio (Caf) i 3,9 miliardi di scellini (26,1 milioni di euro circa) previsti per l’organizzazione della Coppa d’Africa (Can), alleviando i timori che il Paese potesse perdere il diritto di co-organizzare il torneo continentale del 2027 a causa del mancato pagamento delle quote.
Nairobi ribadisce «la sua credibilità (…), la sua preparazione e il suo impegno incrollabile nell’organizzare un torneo di successo», si legge in un comunicato diffuso dal Ministero dello Sport. Per dimostrare la propria serietà, annuncia inoltre la creazione di un Comitato Organizzatore Locale multi-agenzia che riunisce gli attori chiave del settore pubblico e privato.
A febbraio, gli ispettori della Caf avevano visitato le infrastrutture keniane, dichiarando che «nessuno degli stadi proposti per la competizione soddisfa pienamente i requisiti» della federazione.
L’edizione del 2027, prevista dal 19 giugno al 14 luglio, sarà la prima a essere organizzata da tre nazioni contemporaneamente – Kenya, Tanzania e Uganda – e segnerà il ritorno del torneo nella regione dell’Africa orientale e centrale (Cecafa) dopo 51 anni di assenza (Etiopia 1976).
L’evento coinciderà inoltre con il 70esimo anniversario della Coppa d’Africa e, secondo quanto deciso dalla Confederazione africana di calcio (Caf), sarà l’ultima edizione a cadenza biennale prima del passaggio al ciclo quadriennale previsto dal 2028. Al torneo parteciperanno 24 squadre.


