Dal 18 al 25 ottobre 2025, per la prima volta a Genova si svolge la Congo Week, parte della mobilitazione globale nata nel 2008. Quattro appuntamenti per riflettere sul legame tra tecnologia, sfruttamento delle risorse e conflitto nella Repubblica Democratica del Congo.
Per la prima volta a Genova arriva la Congo Week, la settimana globale lanciata nel 2008 nei campus universitari degli Stati Uniti per rompere il silenzio sul “genocidio silenzioso” del popolo congolese a causa della predazione di terre rare, oro e diamanti utilizzati dalle multinazionali dell’alta tecnologia per rifornire di supporti digitali i nostri mercati.
Si svolgerà dal 18 al 25 ottobre con 4 appuntamenti differenti (molti di più quelli promossi in varie città italiane), tra i quali l’incontro di chiusura nazionale il 24 ottobre.
Organizzano alcune realtà genovesi particolarmente legate a luoghi, associazioni e gruppi della società civile ed ecclesiale del Kivu, all’interno della rete italiana Insieme per la pace in Congo, tra cui Luci sul Kivu, Karibuni odv, Caritas Genova, Giardini Luzzati, Percorsi di Vita odv e La Piuma odv.
Si comincia domenica 19 ottobre con la seconda edizione del Beach Congo, il torneo solidale di beach volley ai Campi Colombo di Carignano, promosso dalle volontarie di Luci sul Kivu, che conta oltre 80 iscritti. Il torneo, oltre che occasione per conoscere la realtà del Genocost, il genocidio economico in Congo, consentirà di continuare a sostenere 3 progetti congolesi che Luci sul Kivu conosce direttamente attraverso viaggi annuali: il microcredito tra donne a Kamanyola, l’invio di animatori nei campi di sfollati di guerra a Goma e il rinforzo della didattica in alcune scuole di periferia a Bukavu.
Lunedì 20 è dedicato a studenti e studentesse del triennio del Nautico San Giorgio, con un percorso interattivo di svelamento della filiera insanguinata degli smartphone, guidato da volontarie e volontari di Luci sul Kivu.
Martedì 21 alle 18.00 ai Giardini Luzzati nella rassegna delle Charlas interverrà l’attivista e mediatrice congolese Evelyne Sukali, tiktoker da 173mila follower, nell’incontro “Sguardi decolonizzati sul Congo”, condotto da Margherita Goretti e Giacomo D’Alessandro, animatori del progetto Luci sul Kivu. A margine dell’incontro gli aggiornamenti sulla situazione geopolitica della RD Congo per voce di Franco Bordignon, saveriano da oltre 50 anni in Kivu.

Venerdì 24 ottobre alle 20.30 al Centro Banchi nella chiesa di San Pietro si svolgerà l’evento nazionale di chiusura della Congo Week, con ospiti John Mpaliza, da Trento, attivista congolese, portavoce della rete Insieme per la Pace in Congo, divulgatore e formatore sui diritti umani attraverso le Marce dei Bruchi in Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna; e con Marie-Jeanne Balagizi, da Torino, congolese, ambasciatrice europea delle donne africane francofone e responsabile della Rete Africane Italiane. L’incontro sarà preceduto alle 19.30 da un apericena sul loggiato esterno con esposizione di prodotti artigianali solidali di alcune comunità congolesi. A margine i saluti istituzionali con la Presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso e il Vicario episcopale per la carità mons. Andrea Parodi.
Nella Repubblica Democratica del Congo prosegue indisturbato da trent’anni il conflitto più mortale dalla Seconda guerra mondiale. Un’infinita guerra per le enormi risorse naturali, con la presenza di eserciti stranieri e di oltre cento gruppi armati. Il Kivu e l’Ituri sono le regioni più colpite. Incalcolabile il numero dei morti. Si parla di oltre 10 milioni, uccisi dalle armi e soprattutto dalla fame e dalla miseria accentuate dalla guerra. 7 milioni gli sfollati interni. Massacri in piccole comunità agricole, in villaggi e città. Stupri di massa e incendi di interi villaggi. Devastazione ambientale anche in aree protette.
Il 1° ottobre 2010, l’Alto Commissariato dell’Onu per i diritti umani pubblicava il “Rapporto Mapping” sui gravi crimini commessi nella RDC dal 1993 al 2003, certificando almeno 6 milioni di vittime e repertoriando oltre 600 massacri, alcuni classificati come crimini di guerra, crimini contro l’umanità e alcuni come crimini di genocidio. Numerosi rapporti di esperti delle Nazioni Unite hanno esaminato nei dettagli situazioni e responsabilità. Tutto ciò non ha generato le reazioni necessarie da parte degli attori geopolitici occidentali, tanto che nel 2025 l’escalation ha condotto all’invasione e occupazione del Kivu da parte delle milizie M23 sostenute direttamente dallo Stato del Ruanda, in un processo di “balcanizzazione” dell’area più ricca di minerali del Paese.

Nonostante questa situazione, l’Unione Europea ha firmato, il 19 febbraio 2024, un Protocollo d’Accordo con il Ruanda per l’approvvigionamento di minerali critici. È noto che il Ruanda dispone di una minima quantità di tali risorse nel proprio sottosuolo: tutto il resto viene saccheggiato dal Congo, come rilevano diversi rapporti delle Nazioni Unite.
Con la Congo Week intendiamo continuare ad allargare la consapevolezza e l’attivismo sulle gravi degenerazioni del sistema geopolitico ed economico, a partire dalle scelte di consumo di cittadine e cittadini, dalle scelte politiche nazionali ed europee, focalizzando una crisi mantenuta nell’invisibilità e superando l’approccio coloniale e assistenzialista incapace di analizzare cause e processi. Ma anche rinforzare relazioni di fratellanza e sorellanza e di mutuo impegno con attiviste e attivisti congolesi, in Italia, in Europa e in Congo, che diano luogo a crescenti campagne politiche ed economiche, e al rinforzo dei progetti di sensibilizzazione, prossimità, sviluppo e formazione messi in campo dalle comunità congolesi che affrontano la propria realtà.
Per maggiori informazioni sulla Congo Week: https://congoweek.org/


