• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Bella Ciao
    • Festa 100 afriche
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (2/2026)
    • NUMERO ARRETRATO (1/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • “Disordine globale”
  • “Bella Ciao”
  • FESTA 100 afriche

Edizione del 11/04/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

colonie portoghesi

    FOCUS

    Ex colonie portoghesi in Africa: tra sfide demografiche e rischio di esplosione sociale

    di claudia 5 Giugno 2025
    Scritto da claudia

    di Céline Camoin

    A cinquant’anni dall’indipendenza, le ex colonie portoghesi in Africa — Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde e São Tomé e Príncipe — affrontano sfide cruciali legate a una giovane popolazione in crescita e a governi incapaci di soddisfare i bisogni fondamentali.

    È reale il rischio di un’esplosione sociale in alcune ex colonie portoghesi in Africa, secondo il ricercatore Gerhard Seibert, del Centro studi internazionali dell’Iscte, l’università di Lisbona.

    “Basta considerare i problemi che i Paesi avevano già con la precedente piramide demografica, e quando ora si vede, ad esempio, che metà della popolazione ha meno di 24 o meno di 22 anni, questo crea alcuni timori per il futuro, perché tutte queste persone vogliono mangiare, vogliono vivere, vogliono istruzione, vogliono lavoro. È una polveriera”, afferma Gerhard Seibert in un’intervista all’agenzia Lusa.

    Il ricercatore deplora che i governi alla guida di questi Paesi siano attualmente incapaci di “soddisfare i bisogni essenziali ed elementari di gran parte della popolazione”. “Come faranno tra cinque anni, tra dieci anni, se questa popolazione, che ora ha circa 15 anni, ne avrà 20 o 25, e avrà diverse capacità di avanzare richieste? Come reagiranno a tutto questo? Quindi, penso che questa sia una grande sfida per qualsiasi Paese con questa situazione demografica”, ribadisce.

    Per Gerhard Seibert, nonostante le difficoltà e la minaccia che potrebbe concretizzarsi, il bilancio di 50 anni di indipendenza è positivo, sebbene noti differenze in ciascuna delle cinque ex colonie africane: Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde e São Tomé e Príncipe.

    Valutando l’impatto delle risorse naturali, che nel caso di Angola e Mozambico spaziano dal petrolio e dai diamanti al gas naturale, Seibert sostiene che dovrebbero essere una benedizione. La dicotomia benedizione/maledizione delle risorse naturali deriva dalla disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza che generano.

    “Il problema sono anche le risorse umane, che devono avere la capacità e la volontà di gestire, investire o reinvestire meglio queste entrate. (I nuovi leader) non sono riusciti a investire sufficientemente queste risorse nella sanità, nell’istruzione o nella creazione di una società più equa, in termini di opportunità, ricchezza e benessere. Invece, una piccola élite si è arricchita, il che non ha alcun effetto positivo sul Paese”, lamenta.

    Così, dopo 50 anni, ciò che è stato raggiunto “è una certa indipendenza politica. I Paesi hanno i loro seggi alle Nazioni Unite, si presentano nell’arena diplomatica come sovrani, ma ciò che la maggior parte di loro non ha finora ottenuto è una base economica. Non sono economicamente indipendenti”, afferma. “Non so se si possa parlare di colonialismo o neocolonialismo, ma è ovvio che qualsiasi dipendenza economica o finanziaria, ad esempio dalla Banca Mondiale o dal Fmi, mina l’indipendenza”.

    Sulla questione dei diritti umani, il ricercatore sostiene che nei primi 15 anni di indipendenza la situazione “era più complicata”, a causa della presenza di regimi monopartitici e autoritari. “Ma in tutti i Paesi oggi c’è un pluralismo che all’epoca non era consentito”, osserva, citando il caso del Mozambico e le proteste seguite al risultato delle elezioni dell’ottobre 2024: “Una situazione terribile, con persino dei morti durante le manifestazioni. All’inizio dell’indipendenza, al tempo di Samora Machel, credo che questo tipo di proteste sarebbe stato impossibile”.

    “Ciò che manca a questi Paesi è l’alternanza del potere attraverso il voto, attraverso elezioni democratiche. E questo non avviene, perché credo che dipenda anche dalla debolezza e dalle divisioni all’interno dell’opposizione”, afferma, sottolineando che i partiti al potere “hanno anche il monopolio della violenza, della polizia, delle forze armate per rimanere al potere”, conclude Gerhard Seibert. 

    Condividi
    5 Giugno 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMACulturaNEWSStoria

    A Roma un convegno e una rassegna cinematografica sulle ex colonie portoghesi

    di claudia 7 Dicembre 2023
    7 Dicembre 2023

    L’indipendenza delle colonie portoghesi si realizza alla fine del lungo processo di decolonizzazione degli stati africani: gli ultimi paesi del continente a liberarsi dal colonialismo europeo furono proprio Angola, Capo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Qwani: la rivista letteraria che dà voce alla Gen Z del Kenya

    11 Aprile 2026
  • Tunisia, Nabeul è la nuova Hammamet

    11 Aprile 2026
  • Allenamento in compagnia

    10 Aprile 2026
  • Stretta su social network e intelligenza artificiale in Gabon

    10 Aprile 2026
  • Il Congo riconosce le vittime della tratta e offre la cittadinanza ai discendenti

    10 Aprile 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 11/04/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl