Almeno 40 persone sono rimaste uccise in un raid aereo delle forze nigeriane nel nord-est del Paese. Il bombardamento ha colpito il mercato settimanale del villaggio di Jilli, frequentato da commercianti transfrontalieri. Il quotidiano nigeriano The Punch spiega che l’attacco ha scatenato le proteste di leader locali organizzazioni per i diritti umani per la presenza di vittime civili, mentre l’esercito ha difeso l’operazione, definendo l’obiettivo un’enclave terroristica.
Stando al resoconto di alcuni testimoni, il raid è avvenuto durante l’ora di punta del mercato e ha visto impegnati diversi aerei. Secondo altre testimonianze raccolte dal quotidiano Premium Times, l’esercito avrebbe preso di mira ribelli diretti al mercato per riscuotere le tasse dai commercianti, ma ci sarebbero anche civili tra le vittime. Amnesty International ha riferito di oltre 100 persone uccise e 35 rimaste ferite, condannando l’attacco: «L’impiego di raid aerei non è un metodo legittimo per applicare la legge. Un uso così sconsiderato della forza letale è illegale, oltraggioso e rivela lo scioccante disprezzo dell’esercito nigeriano per la vita di coloro che dovrebbe proteggere».
Il portavoce dell’Aeronautica nigeriana, Ehimen Ejodame, aveva inizialmente sostenuto che i «bombardamenti di precisione contro le postazioni dei terroristi nell’area di Jilli» sono stati messi a segno nell’ambito di «un’operazione coordinata» con le truppe dell’esercito nigeriano, condotta dopo aver decimato i nascondigli dei «terroristi» nella zona. Dopo la segnalazione di possibili vittime civili l’Aeronautica, ha fatto sapere oggi in una nota, di avere avviato un’indagine sull’attacco lanciato a Jilli. «L’Aeronautica militare prende in seria considerazione e con la massima empatia tutte le segnalazioni di possibili danni ai civili, perché la protezione delle vite innocenti rimane un obiettivo centrale in tutte le operazioni».



