Al via in Mozambico un progetto di apicoltura nella zona cuscinetto del Parco nazionale di Magoe, nella provincia di Tete, pensato per ridurre i conflitti tra uomo e fauna selvatica, promuovere mezzi di sussistenza sostenibili e produrre fino a 100 tonnellate di miele all’anno. Il progetto, lanciato dalle autorità nazionali, è stato annunciato da Nelson Antonio, direttore dei Servizi di assistenza tecnica e finanziaria dell’Agenzia per lo sviluppo della Valle dello Zambesi.
L’iniziativa, riferisce l’agenzia statale Aim, prende il nome di Progetto per l’emancipazione economica delle comunità e dispone di un budget di 20 milioni di meticais (circa 316.000 dollari). Prevede l’installazione di 4.000 arnie, programmi di formazione per i residenti e la costruzione di un impianto per la lavorazione del miele nella zona limitrofa al parco.
Antonio ha spiegato che il progetto ha una duplice finalità: da un lato creare nuove fonti di reddito per le comunità, dall’altro proteggere i raccolti dagli elefanti, noti per evitare le aree dove sono presenti api. “Gli elefanti temono le api. Studi dimostrano che evitano le zone con arnie perché le punture agli occhi, alla proboscide e alle orecchie sono estremamente dolorose”, ha dichiarato. Le arnie, posizionate lungo le recinzioni agricole, agiscono pertanto come “barriere viventi”. Se un elefante urta la recinzione e disturba le api, tende a ritirarsi, contribuendo così alla protezione dei campi coltivati.
Antonio ha inoltre sottolineato che, offrendo mezzi di sostentamento alternativi, il progetto contribuisce a ridurre il ricorso a pratiche distruttive come il bracconaggio e il disboscamento illegale nelle aree protette. Il segretario di Stato per gli Affari marittimi e la pesca, Momade Juizo, ha ribadito l’impatto sociale del programma, sottolineando che circa 500.000 famiglie dovrebbero beneficiarne.



