Capo Verde scrive la storia: qualificazione al primo Mondiale

di Marco Trovato

In un lunedì che resterà scolpito nella memoria dell’arcipelago, Capo Verde ha conquistato per la prima volta nella sua storia un pass per la fase finale di un Mondiale di Calcio. Con un netto 3-0 inflitto all’Eswatini nella partita decisiva, gli “Squali Blu” hanno messo il sigillo su un’impresa epocale. Questa vittoria non è soltanto un trionfo sportivo: è il riconoscimento di un percorso lungo anni, fatto di sogni, sacrifici, diaspora e determinazione. Con poco più di mezzo milione di abitanti, Capo Verde diventa la seconda nazione meno popolosa di sempre ad accedere alla Coppa del Mondo — dietro soltanto all’Islanda, che partecipò nel 2018.

Una cavalcata da favola

Capo Verde ha appena scritto una pagina memorabile nel calcio africano. Il suo cammino non è arrivato per caso. Inseriti in un gruppo competitivo, gli uomini guidati dal commissario tecnico Pedro “Bubista” Brito hanno costruito la qualificazione con una combinazione di solidità difensiva, incisività in attacco e compattezza mentale. Nella partita decisiva, giocata nel proprio stadio nazionale a Praia, il vantaggio è arrivato nella ripresa: Dailon Livramento (ex Hellas Verona) ha aperto le marcature al 48′, Willy Semedo ha raddoppiato al 54′, e nel recupero Stopira ha messo la ciliegina con il terzo gol. Alla fine, Cabo Verde ha chiuso il girone con 23 punti, quattro lunghezze sopra il Camerun, che pure era dato tra i favoriti.

Questa qualificazione assume un valore che va ben oltre il campo. Nell’arco di due decenni, la nazionale capoverdiana ha compiuto un salto impressionante: da selezione quasi sconosciuta a protagonista rispettata nel calcio africano. Gran parte di questo progresso è dovuto all’attenta valorizzazione dei talenti della diaspora: giocatori cresciuti e formati in Europa, Francia, Portogallo, Paesi Bassi, ma legati alle loro radici capoverdiane. Ogni vittoria questa nazionale – che di certo non partiva coi favori dei pronostici – ha accumulato fiducia e consapevolezza. Per la popolazione capoverdiana — sparsa tra le isole e oltreoceano — questa impresa è motivo d’orgoglio nazionale. La partecipazione al Mondiale – che si svolgerà tra Stati Uniti, Canada e Messico, dall’11 giugno al 19 luglio 2026 – rappresenta un evento che unisce l’arcipelago e riempie di gioia l’intera popolazione capoverdiana.


Condividi

Altre letture correlate: