Il Sudafrica ha avviato i primi test sull’uomo di un vaccino contro l’Hiv sviluppato localmente, in quello che ricercatori e operatori sanitari definiscono un passaggio rilevante nella lotta contro il virus. La sperimentazione è stata lanciata a Città del Capo presso la Desmond Tutu Hiv Foundation, con sede al Groote Schuur Hospital, ed è indicata come il primo studio clinico su un vaccino Hiv progettato e guidato interamente da scienziati africani.
Secondo i promotori, citati dall’agenzia di stampa Apa, 20 volontari Hiv-negativi sono già stati arruolati per valutare la sicurezza del candidato vaccino e la sua capacità di indurre una risposta immunitaria. L’iniziativa è condotta dal South African Medical Research Council, dal Wits Health Consortium e dalla Desmond Tutu Hiv Foundation nell’ambito del consorzio Brilliant Consortium.
Esperti sanitari sottolineano il valore scientifico e simbolico dello studio per un continente che sopporta il carico più pesante dell’epidemia. Il Sudafrica resta il Paese con il numero più alto di persone che vivono con l’Hiv, stimato in circa 8 milioni, mentre l’Africa subsahariana nel suo complesso contava circa 25,6 milioni di casi nel 2023. A livello globale, oltre 39 milioni di persone convivono con il virus.
Sebbene la terapia antiretrovirale abbia trasformato l’Hiv in una condizione cronica gestibile, nella regione permangono alti tassi di nuove infezioni, disuguaglianze nell’accesso alle cure e stigma sociale. La portata della crisi rende urgente la ricerca di un vaccino, considerato uno strumento chiave per ridurre le nuove infezioni e alleggerire nel lungo periodo la pressione finanziaria e logistica dei trattamenti a vita.
Secondo i ricercatori coinvolti, l’avvio della sperimentazione rappresenta un passaggio importante in un percorso ancora lungo verso un vaccino efficace. L’Organizzazione mondiale della sanità ha in più occasioni sottolineato il valore della ricerca vaccinale guidata a livello africano, ritenendo che la leadership locale rafforzi la rilevanza scientifica e la preparazione globale.
Il lancio dello studio arriva in una fase complessa per la risposta sudafricana all’Hiv, segnata anche dalle ripercussioni dei tagli ai fondi statunitensi del programma Pepfar, che hanno inciso su programmi di prevenzione e cura. In questo contesto, l’avvio dei test segnala una rinnovata spinta nella ricerca, con potenziali implicazioni per le strategie di prevenzione a livello globale.


