I governi di Mali e Burkina Faso hanno annunciato ieri l’applicazione del principio di reciprocità nei confronti dei cittadini statunitensi, in risposta alla decisione presa da Washington il 16 dicembre di rafforzare le restrizioni all’ingresso negli Stati uniti nei confronti dei cittadini maliani e burkinabé. Il Niger aveva preso questa decisione qualche giorno fa.
Lo si apprende da due diverse dichiarazioni ufficiali dei ministeri degli Esteri maliano e burkinabé. In particolare, il ministero degli Esteri maliano si è rammaricato che “una decisione di tale importanza sia stata presa senza alcuna consultazione preventiva” e contesta la giustificazione di sicurezza fornita da Washington, che considera “incoerente con gli sviluppi effettivi sul campo”. Nella sua dichiarazione il ministero ha quindi annunciato che “in applicazione del principio di reciprocità, il governo della repubblica del Mali applicherà, con effetto immediato, ai cittadini americani le stesse condizioni e requisiti imposti ai cittadini maliani”. Il ministero degli Esteri del Burkina Faso, nella sua nota ufficiale in cui annuncia l’applicazione del principio di reciprocità, ribadisce l’impegno del Paese al rispetto reciproco, all’uguaglianza sovrana degli Stati e alla reciprocità nelle relazioni internazionali e ha ribadito la sua posizione generale di apertura alla cooperazione con tutti i partner, a condizione che tale cooperazione sia basata sul rispetto degli interessi reciproci.
La decisione dei tre Paesi dell’Alleanza degli stati del Sahel (Aes, tutti e tre guidati da guinte militari) segue diverse misure adottate dagli Stati uniti nel corso dell’anno: all’inizio di ottobre, gli Usa hanno incluso Burkina Faso, Mali e Niger in un programma pilota che imponeva elevate garanzie finanziarie ad alcuni richiedenti visti per soggiorni di breve durata. Dopo che i tre Paesi Aes ha annunciato l’applicazione di misure di reciprocità, Washington li ha rimossi dall’elenco prima che il programma entrasse in vigore ma, nelle settimane successive, le autorità statunitensi, come quelle di altri Paesi occidentali, hanno emanato delle allerte di viaggio, avvisi che hanno fatto seguito a un deterioramento della situazione della sicurezza. Il 16 dicembre 2025, Washington ha annunciato l’inasprimento delle restrizioni all’ingresso negli Stati uniti per i cittadini maliani, nigerini e burkinabé, inserendo i tre Paesi del Sahel nell’elenco dei Paesi soggetti a una sospensione pressoché totale del rilascio dei visti, insieme a Paesi come Siria e Sud Sudan.


