La Camera penale della Corte d’appello di Tunisi ha confermato la condanna a 22 anni di reclusione nei confronti di Rached Ghannouchi, leader del movimento Ennahda ed ex presidente del parlamento. La sentenza riguarda il cosiddetto caso Instalingo e ha confermato i verdetti precedenti nei confronti di 40 politici, giornalisti, blogger e uomini d’affari, modificando solo la pena di una donna imputata e ordinando il suo rilascio, secondo fonti giudiziarie citate dall’agenzia di stampa tunisina Tap.
Lo scorso 5 febbraio, un tribunale di primo grado aveva condannato a pene detentive comprese tra i cinque e i 54 anni 41 imputati, tra cui Ghannouchi, 84 anni, in carcere dal 17 aprile 2023, a seguito di un raid della polizia nella sua abitazione. Da allora Ghannouchi ha ricevuto diverse condanne in casi separati.
Le sentenze della corte d’appello non sono definitive secondo la legge tunisina. Gli imputati possono impugnare i verdetti dinanzi alla Corte di cassazione, anche se tali ricorsi non sospendono l’esecuzione delle sentenze. Tutti gli imputati hanno negato le accuse, che includono cospirazione contro la sicurezza dello Stato, tentativo di alterare la natura dello Stato, incitamento a ricorrere alle armi, provocazione di violenze e saccheggi e atti ostili contro il presidente.
Instalingo è una società di media e comunicazioni digitali che operava nella città di Kalaa Kebira, nel governatorato di Sousse. Le autorità hanno fatto irruzione nella sua sede il 10 settembre 2021, con l’accusa di reati contro la sicurezza dello Stato, riciclaggio di denaro e diffamazione online.
Le autorità tunisine insistono sul fatto che gli imputati sono processati per motivi penali e negano qualsiasi interferenza politica nei procedimenti giudiziari. L’opposizione afferna invece che il caso fa parte di una più ampia campagna volta a colpire chi critica le misure eccezionali imposte dal presidente Kais Saied.
Il 25 luglio 2021, Saied aveva imposto misure straordinarie che includevano lo scioglimento del parlamento, il governo per decreto, l’adozione di una nuova costituzione attraverso un referendum e lo svolgimento di elezioni legislative anticipate.
Le sentenze sono giunte nel giorno in cui si celebra l’anniversario della rivoluzione che nel 2011 portò alla caduta del regime di Zine el Abidine Ben Ali.


