• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Bella Ciao
    • Festa 100 afriche
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (2/2026)
    • NUMERO ARRETRATO (1/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • “Disordine globale”
  • “Bella Ciao”
  • FESTA 100 afriche

Edizione del 10/04/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

omosessuallità

    Un suonatore di tamburi in Senegal
    NEWS

    Dodici arresti per omosessualità in Senegal, tra i nomi anche due vip

    di Tommaso Meo 11 Febbraio 2026
    Scritto da Tommaso Meo

    Le autorità del Senegal hanno arrestato Pape Cheikh Diallo, noto presentatore televisivo, e il musicista Djiby Dramé con l’accusa di avere avuto rapporti omosessuali in quello che i media occidentali definiscono “il caso di repressione dell’omosessualità più eclatante degli ultimi anni” nello Stato africano. I due artisti sono comparsi davanti a un tribunale nei pressi di Dakar insieme ad altri dieci uomini e sono stati successivamente trasferiti in carcere in attesa del processo.

    Diallo, figura di spicco del canale Tfm finanziato da Youssou N’Dour e seguitissimo sui social network con tre milioni di follower su Tiktok, è finito al centro dell’indagine dopo le dichiarazioni di un individuo sieropositivo che avrebbe ammesso di aver infettato volontariamente altre persone incontrate tramite l’applicazione Whatsapp.

    L’operazione si intreccia con una seconda e più vasta inchiesta su una rete criminale accusata di pedofilia organizzata, sfruttamento della prostituzione, stupro di minori e trasmissione intenzionale dell’Aids. Per questa vicenda sono state arrestate 14 persone tra il Senegal e la Francia, al termine di mesi di indagini coordinate tra i due Paesi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i sospettati avrebbero costretto dei minori a consumare rapporti sessuali non protetti con uomini consapevoli di essere affetti da Hiv, filmando gli abusi. Le vittime designate sarebbero i talibé, bambini vulnerabili mandati nelle scuole coraniche, ma che spesso finiscono a mendicare per le strade, sfruttati in cambio di somme di denaro che in alcuni casi non superano poche decine di euro.

    Il gruppo Stop homophobie, con sede a Parigi, ha condannato con fermezza l’ondata di arresti legati all’orientamento sessuale, sottolineando come l’accostamento tra omosessualità e crimini violenti contro i minori rischi di alimentare uno stigma pericoloso per l’intera comunità Lgbtqia+. In Senegal, un Paese a maggioranza musulmana, la legge punisce le relazioni tra persone dello stesso sesso con il carcere, ma il coinvolgimento di celebrità del calibro di Diallo e Dramé ha sollevato un dibattito senza precedenti sulla deriva del sistema di sorveglianza privata e digitale.

    La magistratura senegalese ha confermato che quattro degli arrestati avrebbero agito seguendo le istruzioni di un cittadino francese, già fermato in Europa lo scorso anno, il quale avrebbe finanziato le attività illecite inviando somme convertite in euro per adescare i minori. Il presidente senegalese, Bassirou Diomaye Diakhar Faye, ha ribadito la linea della tolleranza zero contro i crimini morali, mentre le associazioni internazionali per i diritti umani temono che la sovrapposizione tra l’inchiesta sulla pedofilia e quella sugli atti contro natura possa essere utilizzata per giustificare una restrizione definitiva delle libertà individuali nello Stato.

    Condividi
    11 Febbraio 2026 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Un Fondo per l’emancipazione economica delle donne mozambicane

    10 Aprile 2026
  • Gibuti al voto, continuità al potere e stabilità al centro della sfida

    10 Aprile 2026
  • Uno studente tunisino di 8 anni trionfa nel calcolo mentale

    10 Aprile 2026
  • L’uomo dei distillati di Sao Tomé

    9 Aprile 2026
  • Sudafrica, dilaga la guerra tra bande a Città del Capo

    9 Aprile 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 10/04/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl