Il Madagascar continua a fronteggiare una crisi persistente legata alla lebbra, con 1.713 nuovi casi registrati nel 2024, secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie del Paese. Le statistiche indicano che ogni anno vengono segnalati tra 1.500 e 2.000 nuovi casi, una situazione che colloca il Madagascar tra i 23 Paesi prioritari per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella lotta contro la malattia.
La lebbra resta endemica in 37 distretti di 16 regioni, con alcune aree remote che registrano tassi di rilevazione ben superiori alla media nazionale. Tra queste, ricorda l’agenzia di stampa Apa, il distretto di Ambatoboeny, dove i casi sono saliti da 95 nel 2024 a 132 nel 2025, un incremento che le autorità attribuiscono sia alla diffusione dell’epidemia sia all’intensificazione delle campagne di screening.
La diagnosi tardiva continua a provocare disabilità permanenti: quasi 350 persone hanno presentato menomazioni irreversibili lo scorso anno. Secondo gli operatori sanitari, l’isolamento geografico, le inondazioni stagionali e lo stigma sociale ritardano l’accesso alle cure e favoriscono la trasmissione.
Per contrastare questi ostacoli, il ministero della Salute pubblica del Madagascar, con il sostegno dell’Oms e della Fondazione Raoul Follereau, ha ampliato le campagne annuali di screening attivo nelle aree ad alta incidenza. Il responsabile del Programma nazionale di controllo della lebbra, Lovasosa Mbolamanana Andrianiriana, ha spiegato che le popolazioni più isolate stanno finalmente accedendo a diagnosi, cure e informazioni, passaggi ritenuti cruciali per ridurre le disabilità e contrastare i pregiudizi.
Ad Ambatoboeny, gli sforzi intensificati dal 2023 hanno migliorato l’individuazione precoce dei casi, anche grazie al coinvolgimento degli operatori sanitari di comunità e a campagne di sensibilizzazione via radio. Durante un’iniziativa di novembre 2025, 16 nuovi casi sono stati identificati su 91 persone sottoposte a screening.
L’Oms sostiene il Madagascar con la formazione dei clinici, strumenti diagnostici specializzati e la fornitura gratuita della terapia multidrug, in linea con l’obiettivo globale di eliminare la lebbra entro il 2030. Il rappresentante dell’Oms nel Paese, Laurent Musango, ha sottolineato che raggiungere le comunità è essenziale per interrompere la catena di trasmissione, proteggere i più vulnerabili e ridurre lo stigma.
La lebbra, o morbo di Hansen, è una malattia infettiva cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae, che colpisce principalmente pelle, nervi periferici, mucose delle vie respiratorie superiori e occhi. Si trasmette attraverso contatti prolungati e ravvicinati con persone infette non trattate. Se diagnosticata precocemente, è curabile con una terapia combinata di antibiotici, ma in assenza di trattamento può provocare danni neurologici irreversibili, deformità e disabilità permanenti.


