In Algeria, i deputati dell’Assemblea nazionale del popolo (Apn) hanno adottato un disegno di legge che condanna fermamente la colonizzazione francese nel Paese nordafricano, definendola un crimine.
I reati frutto della dominazione francese in Algeria, in tutte le loro forme, «rimarranno una maledizione storica che perseguiterà i loro autori», ha commentato il ministro per gli Affari dei Mujaheddin e dei Veterani, Abdelmalek Tacherift.
Secondo il ministro, il testo «trascende il quadro nazionale per diventare la pietra angolare di una scuola giuridica algerina capace di ispirare i popoli che aspirano alla giustizia, offrendo loro un modello giuridico su cui spezzare le catene del silenzio coloniale e rivendicare i propri diritti”.
La stampa algerina aggiunge che la legge «riflette il passaggio dalla richiesta di riconoscimento ufficiale dei crimini coloniali dall’ambito dell’impegno morale o simbolico a un quadro giuridico e istituzionale chiaro».
Il presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune, nei discorsi alla nazione pronunciati davanti alle due Camere del Parlamento nel 2024 e nel 2025, ha chiarito che la richiesta dell’Algeria alla Francia di riconoscere i crimini del periodo coloniale non è finalizzata a ottenere risarcimenti o scuse formali. L’obiettivo è piuttosto affermare una forma di giustizia storica fondata sul riconoscimento della verità e della responsabilità morale.
Proprio per questi motivi, come ha sottolineato l’emittente Radio France Internationale, dal disegno di legge è stato eliminato il passaggio che chiedeva esplicitamente riparazioni e scuse ufficiali da parte di Parigi, una modifica interpretata come un possibile segnale distensivo nel clima diplomatico ancora teso tra i due Paesi.


