La Repubblica Democratica del Congo ha annunciato un accordo l’amministrazione americana per accogliere alcuni migranti espulsi dagli Stati Uniti verso Paesi terzi. Kinshasa aderisce così alla controversa strategia che il governo di Donald Trump sta portando avanti avvalendosi di una serie di accordi bilaterali.
Queste intese rientrano in un piano di rimpatri per i migranti che non possono essere rimandati nei loro Paesi d’origine, soprattutto a causa del rischio di persecuzioni. Secondo quanto si apprende, l’accordo tra Kinshasa e Washington prevede supporto logistico e finanziariao alla Repubblica Democratica del Congo, senza alcun impatto sulle casse pubbliche congolesi.
Esperti legali e organizzazioni per i diritti umani ritengono però che queste partnership potrebbero violare il principio di non respingimento sancito dal diritto internazionale. Sul questo fronte, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha revocato alcune restrizioni imposte dai tribunali inferiori nel giugno 2025, consentendo all’amministrazione di proseguire con i rimpatri verso Paesi terzi, sebbene diversi casi siano ancora pendenti.
Secondo Radio France Internationale, il governo congolese sottolinea che non si tratta né di un programma di ricollocazione permanente né di un’esternalizzazione della politica migratoria statunitense. Il soggiorno delle persone interessate è annunciato come strettamente temporaneo e ogni caso sarà esaminato individualmente, in conformità con la legge congolese e le esigenze di sicurezza nazionale, precisa il governo. Non saranno autorizzati trasferimenti automatici, mentre sono già stati individuati i siti di accoglienza nella periferia di Kinshasa.


