Piogge persistenti, forti venti, inondazioni improvvise hanno colpito negli ultimi giorni diverse aree in Malawi, Botswana e Zimbabwe, episodi meteorologici estremi che hanno causato vittime e gravi danni a strade e infrastrutture.
Almeno 40 persone sono morte e oltre 36.000 famiglie sono state colpite in Malawi da una serie di disastri legati alle piogge nella stagione delle precipitazioni 2025/26. Lo ha reso noto ieri il Dipartimento per la gestione delle emergenze (Department of Disaster Management Affairs, DoDMA), precisando che temporali, forti venti, inondazioni improvvise e fulmini hanno colpito 29 distretti del Paese, interessando 36.283 nuclei familiari, pari a circa 163.000 persone.
Secondo una dichiarazione firmata dal responsabile del DoDMA, Wilson Moleni, i feriti sono 209. Nella nota si specifica inoltre che 23 dei decessi sarebbero stati causati da fulmini, mentre altri 17 sono riconducibili al crollo di muri.
L’impatto degli eventi, secondo il Dipartimento, evidenzia la crescente vulnerabilità del Malawi agli episodi meteorologici estremi. Negli ultimi anni il Paese è stato colpito ripetutamente da disastri climatici, tra cui i cicloni Idai, Ana e Freddy, che hanno provocato danni duraturi a infrastrutture, agricoltura e mezzi di sussistenza.
Nella località di Nkhotakota, dove le inondazioni improvvise di dicembre avevano sfollato oltre 2.100 famiglie, il DoDMA ha avviato la chiusura dei campi temporanei nell’ambito delle prime misure di ripresa: 13 dei 14 campi risultano già dismessi, con la distribuzione alle famiglie di pacchi di rientro contenenti alimenti e beni essenziali. Il Dipartimento ha infine rivolto un appello a donatori internazionali, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni non governative, settore privato e gruppi religiosi affinché sostengano le attività in corso per il recupero.
In Botswana il governo ha annunciato la chiusura immediata e temporanea delle scuole nel North East District e nell’area di Pandamatenga, nel nord del Paese, a causa di alluvioni improvvise provocate da piogge torrenziali. L’annuncio è stato fatto venerdì dalla ministra dell’Infanzia e dell’istruzione di base Nono Kgafela-Mokoka, durante un intervento televisivo a livello nazionale trasmesso dalla Botswana Television dalla capitale Gaborone.
Secondo la ministra, le piogge persistenti hanno innescato allagamenti in diverse zone e reso impraticabili alcune arterie stradali fondamentali, compromettendo la sicurezza degli spostamenti da e verso gli istituti scolastici. Restano chiuse, da venerdì e fino a nuovo avviso, 43 scuole primarie, 10 scuole secondarie di primo grado e una scuola secondaria di secondo grado nel North East District, oltre alla Pandamatenga Primary School nel Chobe District.
Il ministero ha precisato che la situazione è sottoposta a monitoraggio continuo in coordinamento con le autorità di gestione delle emergenze e con gli attori locali, e che genitori e tutori riceveranno aggiornamenti man mano che prosegue la valutazione delle condizioni di strade e infrastrutture. Un rapporto della Pandamatenga Commercial Farmers Association segnala inoltre che precipitazioni superiori a 200 millimetri hanno sommerso i campi agricoli, causando danni a circa 8.000 ettari di coltivazioni, tra cui sorgo, girasole e mais.
All’inizio di gennaio, la Botswana Red Cross Society aveva riferito che le persone colpite dalle gravi inondazioni registrate nel Paese nel febbraio 2025 necessitano ancora di assistenza umanitaria e di sostegno per la ricostruzione dei mezzi di sussistenza.
La situazione è critica anche in Zimbabwe, dove nove persone sono morte dopo che un veicolo è stato travolto dalle acque in piena nella provincia del Matabeleland South Province, nel sud del Paese. Lo ha reso noto nel fine settimana la Zimbabwe Republic Police.
Secondo quanto riferito in una nota diffusa sui social, una Toyota Noah è stata trascinata via mentre tentava di attraversare il Tshangamutope River nella zona di Mukula, a Filabusi. Le vittime sono sette adulti e due bambini. I corpi sono stati recuperati venerdì con il supporto della comunità locale; le operazioni di identificazione sono ancora in corso.
Le piogge persistenti che hanno colpito vaste aree del Paese negli ultimi mesi hanno causato oltre 70 morti e gravi danni alla rete stradale, aggravando i rischi per la sicurezza dei trasporti durante gli attraversamenti fluviali.


