di Andrea Spinelli Barrile
L’Uganda è tra i primi cinque Paesi al mondo con il maggior sovraffollamento carcerario. La Commissione per i diritti umani ugandese lancia l’allarme, condannando il sovraffollamento delle carceri come una violazione dei diritti umani.
Il sovraffollamento delle carceri ugandesi è diventato una grave emergenza umanitaria nazionale, con le strutture che operano al 353% della loro capacità prevista. Secondo l’Uganda prisons service (Ups) citato dall’Ugandan times, all’8 dicembre le 269 unità carcerarie ospitavano 79.653 detenuti a fronte di 22.569 posti disponibili. Oggi l’Uganda è tra i primi cinque Paesi al mondo con il maggior sovraffollamento carcerario. 42.458 detenuti sono condannati in via definitiva mentre 36.485 sono in custodia cautelare, alcuni da anni, e senza processo. Inoltre, il sistema carcerario ugandese detiene 710 debitori e 287 bambini, che rimangono con le loro madri incarcerate. In particolare, il 62% dei detenuti ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni.

Secondo il Commissario delle prigioni Frank Baine, la crisi deriva da carenze sistemiche, con una popolazione carceraria che cresce dell’8% l’anno all’interno degli stessi spazi di sempre. Tra gennaio e agosto 2025, 24 carceri hanno operato con una capacità superiore al 600%: la prigione di Kicheche, progettata per otto persone, è arrivata ad ospitarne 80, con un sovraccarico del 1.000%, e le prigioni di Kapeeka e Kyegegwa hanno raggiunto il 990% e il 927% di sovraffollamento. Al contrario, solo 25 delle 269 strutture sono rimaste al di sotto del 200% della loro capacità.
Tra il 2020 e il 2025, il presidente Yoweri Museveni ha graziato 1.798 detenuti. Il sovraffollamento estremo compromette gravemente l’igiene, la salute e la sicurezza, sia dei detenuti che degli operatori che lavorano nelle carceri, dove le malattie si diffondono rapidamente e la violenza è molto comune.

La Commissione per i diritti umani dell’Uganda (Uhrc) ha ripetutamente condannato il sovraffollamento delle carceri ugandesi come una violazione dei diritti umani: nel suo rapporto del 2024 ha individuato due cause principali, ovvero l’eccessiva detenzione preventiva e le condanne al carcere per reati minori, ed ha accusato l’Uganda di stare violando i suoi obblighi ai sensi della Dichiarazione universale dei diritti umani che del Patto internazionale sui diritti civili e politici.


