Starlink, il servizio di internet satellitare operato da SpaceX, ha annunciato di aver limitato i propri servizi in Uganda e di aver bloccato l’operatività dei terminali attivi sul territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2026. La decisione arriva in risposta alle preoccupazioni sollevate dai regolatori ugandesi in merito all’importazione e all’uso illegale delle apparecchiature.
In una lettera indirizzata alla Uganda Communications Commission (Ucc) e datata 2 gennaio, l’azienda di Elon Musk ha confermato l’implementazione di un nuovo strumento di restrizione. “Al primo gennaio 2026, non ci sono terminali Starlink operativi in Uganda”, si legge nella missiva firmata da Ben MacWilliams, direttore per l’accesso al mercato di Starlink.
L’azienda ha ribadito di non possedere ancora la licenza per operare in Uganda e di non svolgere attività di marketing o vendita diretta nel Paese. Tuttavia, ha riconosciuto che diversi utenti utilizzavano terminali acquistati in giurisdizioni dove il servizio è autorizzato e successivamente importati illegalmente. “Qualsiasi utilizzo di Starlink in Uganda senza la nostra approvazione o consenso costituisce una violazione dei nostri termini di servizio”, ha precisato la società.
La stretta segue una serie di misure adottate dalle autorità di Kampala per rafforzare la sorveglianza sulle comunicazioni satellitari in vista delle elezioni generali del 2026. Il mese scorso, la Ucc aveva lanciato un avvertimento contro l’uso di dispositivi non omologati, citando rischi per la sicurezza nazionale e l’integrità della rete. Di conseguenza, la Uganda Revenue Authority (Ura) ha emanato una direttiva interna che ordina ai funzionari doganali di bloccare l’importazione di equipaggiamenti Starlink privi dell’esplicita autorizzazione del capo delle forze di difesa, il generale Muhoozi Kainerugaba.
Nonostante il blocco attuale, Starlink ha espresso ottimismo per il futuro, confermando la cooperazione con la Ucc per completare il processo di licenza. Lo stesso presidente Yoweri Museveni aveva in passato accolto con favore l’arrivo della tecnologia satellitare per migliorare la connettività nelle aree rurali, in un Paese dove la penetrazione internet si attesta tra il 27 e il 30% della popolazione.



