Più di cento congolesi sono morti in due settimane nei campi profughi in Burundi

di claudia
rifugiati

Più di cento congolesi sono morti nel giro di due settimane nei campi profughi allestiti in Burundi. Lo ha riferito l’Organizzazione dei cittadini per la pace e la coesistenza comunitaria (Cpcc), mettendo al corrente l’opinione pubblica sulle precarie condizioni di vita in questi campi.

Secondo il presidente del comitato esecutivo di questa struttura, Ahadi Bya Masu, queste morti sono dovute alla mancanza di sostegno in termini di alloggio, assistenza sanitaria e cibo, riporta Radio Okapi. “La situazione è davvero scioccante. Abbiamo registrato più di 105 morti in vari campi profughi in Burundi, causati da alloggi inadeguati, mancanza di assistenza sanitaria e assenza di assistenza umanitaria strutturata. Alcuni sono stati persino aggrediti da individui armati di frecce e armi bianche”, ha affermato.

Ahadi Bya Masu ha invitato il governo congolese e i partner internazionali a fornire un’assistenza dignitosa e sostenibile alle popolazioni in fuga dalla guerra nell’est della Repubblica Democratica del Congo tra l’Afc/M23 e le forze governative congolese appoggiate dai loro alleati.

Intanto, il presidente congolese Felix Tshisekedi ha incontrato ieri a Luanda il suo omologo Joao Lourenço, attuale presidente di turno dell’Unione africana. Lourenço è dall’anno scorso impegnato in un processo che mira la pacificazione ma che finora non ha portato risultati concreti. Tshisekedi ha detto di aver ascoltato proposte “molto interessanti” da parte del presidente angolano, senza però fornire dettagli.

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