La Guinea schiera l’esercito ai confini: tensioni con Liberia e Sierra Leone

di Tommaso Meo

La Guinea ha avviato una vasta operazione militare lungo i propri confini. Ieri lunghe colonne di veicoli militari hanno lasciato gli accampamenti di Conakry e dintorni dirigendosi verso le frontiere del paese, con il supporto di elicotteri. Ad aprire simbolicamente le operazioni è stato il presidente Mamadi Doumbouya in persona, che ha consegnato la bandiera nazionale agli alti ufficiali al comando: «Assicuro al popolo della Guinea che nessuna parte della terra lasciataci in eredità dai nostri antenati sarà conquistata da nessuno» ha detto.

La mossa non è improvvisata. Il 12 marzo, nel corso di una riunione dell’Alto Consiglio di Difesa Nazionale, Doumbouya aveva già ordinato la mobilitazione di tutte le forze di difesa e sicurezza per «proteggere l’integrità del territorio, garantire la sicurezza delle persone e dei loro beni e preservare la stabilità nazionale». Ieri, sempre a Conakry, il presidente ha convocato un vertice dei capi di stato dell’Unione del fiume Mano — organizzazione transnazionale di cui è attualmente presidente e che comprende Guinea, Costa d’Avorio, Liberia e Sierra Leone — nel tentativo di trovare una soluzione diplomatica alle dispute in corso.

Le tensioni più recenti riguardano il confine con la Liberia. All’inizio di marzo, nella città guineana di Kiéssènèye, vicino a Guéckédou, si sono verificati incidenti che i due Paesi ricostruiscono in modo diverso: Monrovia sostiene che gli eventi si siano svolti in territorio liberiano, nel distretto di Foya, e ha annunciato l’apertura di un’indagine dopo che un proprio cittadino è rimasto ferito negli scontri. Un incontro di alto livello tra i due governi, l’8 marzo, non è riuscito ad allentare le tensioni, riprese due giorni dopo. Il ministro dell’Informazione liberiano ha comunque assicurato che sono in corso «sforzi diplomatici» per una soluzione amichevole.

Prima della Liberia, era stata la Sierra Leone a trovarsi in rotta di collisione con Conakry. Il 22 febbraio l’esercito guineano ha arrestato 16 soldati di Freetown, accusati di aver violato il territorio guineano nel distretto di Kudaya, nella prefettura di Faranah. Le autorità della Sierra Leone hanno offerto una versione opposta: sarebbero stati i militari guineani a entrare nel loro territorio per procedere agli arresti, nella città di confine di Kalleyereh, nel distretto di Falaba. La crisi si è risolta solo dopo che il ministro degli Esteri della Sierra Leone, Alhadji Timothy Kabba, si è recato a Conakry a capo di una delegazione, riuscendo a ottenere il rilascio dei soldati.

La Guinea confina con sei Paesi — Guinea-Bissau, Senegal, Mali, Costa d’Avorio, Liberia e Sierra Leone — e la scelta di mobilitare l’esercito sull’intero perimetro segnala una prova di forza da parte del governo militare di Doumbouya, al potere dal colpo di stato del 2021.

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