Le foto di un particolare tifo messo in atto da un uomo sugli spalti della Coppa d’Africa hanno fatto il giro dei social in questi giorni. Ma dietro questa curiosa posa da “statua vivente” attuata da Michel Kuka Mboladinga c’è molto di più: un atto simbolico e profondamente connesso alla storia e all’identità congolese.
Una delle immagini più iconiche della Coppa d’Africa che si sta svolgendo in questi giorni in Marocco – le cui partite sono visibili in esclusiva su SportItalia – è senza dubbio la figura di Michel Kuka Mboladinga, un tifoso della Repubblica Democratica del Congo, intento a una particolare forma di tifo. Mboladinga si piazza in piedi sugli spalti, in un completo che riprende i colori della bandiera nazionale, con un braccio alzato e rimane completamente immobile per tutta la partita come una “statua vivente”, senza mai muoversi neanche durante i gol.
L’immagine è ormai virale sui social media e ha destato l’interesse di molti che si interrogano sui motivi di questo gesto. Il significato è simbolico e strettamente intrecciato con la storia della Repubblica Democratica del Congo. Mboladinga vuole infatti rendere omaggio a Patrice Lumumba, una delle figure più importanti nella storia del Paese, primo ministro del Congo indipendente e figura simbolo dell’anticolonialismo africano.
Patrice Lumumba, assassinato 65 anni fa, entrò nella leggenda il 30 giugno 1960, giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’ex Congo Belga, pronunciando un discorso molto forte contro il razzismo dei coloni. Nel settembre successivo, il capo del primo governo del Congo indipendente fu rovesciato, poi giustiziato nel gennaio 1961 con due fratelli d’armi, Maurice Mpolo e Joseph Okito, dai separatisti della regione del Katanga (sud) con l’appoggio di mercenari belgi. Aveva 35 anni.
Il suo corpo, sciolto nell’acido, non era mai stato ritrovato. Ci sono voluti decenni per scoprire che i resti umani erano stati conservati in Belgio.
La posa statica con il braccio alzato scelta da Mboladinga per commemorare l’icona e martire dell’indipendenza congolese richiama le statue e le immagini pubbliche di Lumumba, trasformando gli spalti in una sorta di “monumento vivente” alla memoria storica.



