In Zimbabwe 62 persone sono state uccise e 81 sono rimaste ferite nel 2025 a causa di attacchi di animali selvatici dovuto a cause più profonde come la perdita di habitat. Lo ha reso noto la Zimbabwe Parks and Wildlife Management Authority (ZimParks), in un aggiornamento sulla gestione dei conflitti tra comunità e fauna.
Secondo quanto riferito dall’emittente statale Zimbabwe Broadcasting Corporation (Zbc), che cita il portavoce di ZimParks Tamirirashe Mudzingwa, i casi più frequentemente segnalati hanno riguardato iene, coccodrilli ed elefanti, spingendo le autorità a ribadire la necessità di rafforzare le misure di prevenzione.
Sempre nel 2025, ha aggiunto Mudzingwa, ZimParks ha “neutralizzato” complessivamente 556 animali considerati problematici, in prevalenza in distretti ad alta densità faunistica, nel tentativo di contenere l’escalation del conflitto uomo-fauna. Nel 2024, secondo i dati citati dall’authority, le vittime erano state 49, mentre i feriti 90.

Mudzingwa ha spiegato che l’aumento degli episodi sarebbe legato sia alla crescita delle popolazioni faunistiche sia al miglioramento dei meccanismi di segnalazione da parte delle comunità.
Le autorità indicano tra i principali fattori alla base del fenomeno la perdita di habitat, l’espansione demografica umana e animale, la scarsità di risorse legata al cambiamento climatico e l’allargamento degli insediamenti verso aree a forte presenza di fauna, con conseguente incremento di contatti ravvicinati e rischi per le persone, oltre a danni a coltivazioni e bestiame. In risposta all’aumento degli incidenti, il governo ha istituito nel 2024 un meccanismo di sostegno per le comunità colpite dai conflitti con la fauna selvatica.
Lo Zimbabwe ospita una ricca biodiversità, tra cui giraffe, zebre, antilopi, coccodrilli e ippopotami, ed è considerato tra i Paesi con le maggiori popolazioni di elefanti in Africa, seconda soltanto al Botswana.


