Sessantasette casi di traffico illecito di specie selvatiche e 92 operazioni di sequestro in 35 Paesi africani: sono questi i risultati dell’operazione internazionale Sama2, presentati ieri ad Antananarivo dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Onudc) e dalle autorità malgasce.
Il Madagascar si posiziona al terzo posto tra i Paesi coinvolti, con 10 casi e 14 sequestri. Tra gli episodi più rilevanti, il ritrovamento di 800 tartarughe raggiate nel 2024 presso un cittadino tanzaniano, grazie a una segnalazione proveniente da una fonte locale.
I risultati ottenuti in altri Paesi africani sono altrettanto significativi. In Repubblica Democratica del Congo, a gennaio 2025, sono state intercettate 1,5 tonnellate di zanne d’elefante all’interno di un furgone in procinto di attraversare il confine. In Ruanda, zanne destinate agli Emirati Arabi Uniti sono state bloccate prima dell’esportazione. In Nigeria, ad aprile, 14 sacchi di scaglie di pangolino sono stati sequestrati, 16 persone arrestate e avviate indagini giudiziarie.
Nel corso della conferenza stampa, il ministro malgascio dell’Ambiente e dello Sviluppo sostenibile, Max Fontaine, ha chiarito che l’incremento dei casi rilevati non implica necessariamente una crescita del traffico, ma riflette piuttosto “un rafforzamento dei controlli, una migliore coordinazione e un maggiore impegno da parte dello Stato”.
Fontaine ha inoltre evidenziato la natura complessa dei traffici di fauna selvatica, spesso intrecciati con crimini come il traffico d’oro e il riciclaggio di denaro. Ha invocato quindi “una visione globale” e un’azione coordinata tra ministeri, dogane, forze di sicurezza e società civile. A livello internazionale, il Madagascar collabora con Paesi come la Thailandia, gli Stati Uniti e l’Indonesia, nonché con organizzazioni come l’Onudc, Interpol e l’Organizzazione mondiale delle dogane (Omd).


