La polizia nigeriana ha sparato proiettili veri e lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti scesi in piazza ieri a Lagos per protestare contro lo sgombero e la demolizione di alcune baraccopoli della città. Secondo testimoni oculari ci sono stati almeno 17 feriti e diversi arresti, riporta l’agenzia di stampa Anadolu.
I residenti dei quartieri poveri di Makoko, Owode Onirin, Oworonshoki, Otumara, Baba-Ijora e Ajegunle – dove le autorità hanno già demolito le baracche – hanno manifestato con slogan come “Fermate le demolizioni, sono illegali” e “Giustizia per i commercianti di Owode Onirin”. Secondo i manifestanti le demolizioni sono avvenute senza consultazioni, risarcimenti o soluzioni alternative per il reinsediamento, causando lo sfollamento di migliaia di persone. Gli organizzatori sottolineano che la protesta è rimasta pacifica.
La situazione è degenerata quando i manifestanti hanno raggiunto l’ingresso della Lagos State House of Assembly ad Alausa, dove la polizia aveva bloccato il cancello con i veicoli. I manifestanti si sono rifiutati di disperdersi e hanno chiesto di incontrare il governatore dello Stato di Lagos, il cui ufficio si trova nelle vicinanze. A quel punto gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni sulla folla, costringendo le persone a scappare.
Secondo le testimonianze, la polizia ha anche sparato colpi in aria e inseguito i manifestanti, tra cui donne, bambini e anziani. Alcune persone sono state arrestate, molte altre sono rimaste ferite.
Negli ultimi mesi Lagos ha visto una serie di demolizioni, soprattutto lungo il lungomare e negli insediamenti informali abitati principalmente da pescatori. A dicembre 2025 il governo statale ha iniziato a demolire le strutture di Makoko, una comunità sulla laguna di Lagos. I residenti accusano il governo di aver violato un accordo che limitava le demolizioni agli edifici entro 30 metri dalle linee elettriche ad alta tensione.
La scorsa settimana una coalizione di organizzazioni ha denunciato che almeno 12 persone sono state uccise e migliaia sfollate a seguito delle demolizioni. Il governo dello Stato di Lagos ha difeso gli sgomberi sostenendo che sono necessari per proteggere vite umane, infrastrutture e ambiente: gli edifici vicini ai corsi d’acqua e alle linee elettriche rappresenterebbero gravi rischi per la sicurezza.
Makoko è nato come villaggio di pescatori più di 100 anni fa e oggi ospita migliaia di nigeriani in condizioni di povertà. Non esistono dati ufficiali sulla popolazione: le stime delle organizzazioni no profit variano tra gli 80.000 e i 200.000 residenti.
Lagos, megalopoli con oltre 20 milioni di abitanti, soffre di una grave carenza di alloggi che ha portato allo sviluppo di molti insediamenti informali e illegali.


