• Homepage
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (6/2025)
    • PENULTIMO NUMERO (5/2025)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Interventi nelle scuole
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
    • Abbonati ora
    • Promo per insegnanti, studenti, scuole e biblioteche
    • Africa + Nigrizia
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • SENEGAL
    • SAO TOME
    • SUDAFRICA
    • TUNISIA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • GEOPOLITICA DELL’AFRICA
    • LE MIGRAZIONI
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
      • 2025
      • 2024
      • 2023
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • PROMO “BLACK FRIDAY WEEK”

Edizione del 10/12/2025

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

masai

    CONTINENTE VERO

    La battaglia dei Masai per la terra

    di claudia 19 Ottobre 2025
    Scritto da claudia

    di Jay Anyango

    I Masai di Loliondo, brutalmente sfrattati dalle loro terre per fare spazio a una riserva di caccia, vedono la loro battaglia legale naufragare dopo il verdetto della Corte suprema tanzaniana. La sentenza apre la strada a nuovi sgomberi, mentre in Kenya altre comunità indigene affrontano lotte simili contro riserve di conservazione imposte senza consenso.

    «Ci stanno portando via tutto: la nostra terra, la nostra storia, il nostro futuro», denuncia Ole Nadoy, leader della comunità masai di Loliondo. Parole che riecheggiano come un grido di disperazione e resistenza. Nel giugno 2022, oltre 96.000 Masai sono stati sgomberati con la forza dalle loro terre ancestrali per fare spazio alla riserva di caccia Pololeti. Lo scorso ottobre, la Corte suprema di Dodoma ha respinto la richiesta di rientro nelle loro terre, un verdetto che, secondo l’Oakland Institute, rappresenta un pericoloso precedente per i diritti dei popoli indigeni in Tanzania e oltre. Survival International denuncia che i Masai non sono stati consultati né risarciti, benché le loro terre fossero legalmente riconosciute. «Le comunità colpite vivevano in villaggi regolarmente registrati secondo il regime fondiario tanzaniano, eppure la Corte ha ritenuto che il loro diritto alla terra fosse secondario rispetto alle esigenze economiche del Paese», riferisce l’organizzazione che difende i popoli indigeni. E ancora: «La decisione rischia di creare un pericoloso precedente, legittimando sfratti forzati di comunità native a favore di progetti governativi legati al turismo e alla conservazione ambientale».

    «I motivi su cui si fonda la sentenza», sostengono gli attivisti, «fanno fortemente dubitare dell’indipendenza del potere giudiziario in questo momento storico della Tanzania, Paese ormai ben avviato a diventare un regime autocratico dove la legge non è più uguale per tutti e gli oppositori vengono perseguitati». Vittime della repressione sarebbero anche «i leader masai e quelli delle organizzazioni della società civile che hanno difeso i loro diritti, imprigionati per mesi con accuse pretestuose».

    La sentenza e le sue conseguenze

    Il tribunale ha motivato la decisione sostenendo che la riserva è necessaria per la conservazione della fauna selvatica (“le riserve di caccia tutelano l’ambiente e l’equilibrio dell’ecosistema – hanno spiegato i giudici – permettendo l’abbattimento degli animali vecchi o in eccesso”), principale fonte di valuta estera del Paese. Tuttavia, la sentenza contraddice un precedente verdetto della stessa Corte suprema del 2023, che aveva dichiarato illegale la creazione della riserva Pololeti proprio perché i Masai non erano stati coinvolti. Gli attivisti parlano di un grave segnale di deriva autoritaria: «Non solo la giustizia sembra piegata agli interessi economici del governo, ma chi difende i diritti delle comunità indigene viene perseguitato. Leader masai e attivisti della società civile sono stati imprigionati con accuse pretestuose, mentre le forze di sicurezza hanno represso con la violenza le proteste locali». «Il dietrofront evidenzia il peso politico della vicenda e la volontà del governo di piegare le decisioni giudiziarie ai propri interessi economici», chiosano i rappresentanti delle comunità pastorali di Loliondo.

    La battaglia legale – di cui si annunciano nuovi capitoli – è solo l’ultimo risvolto di un’annosa contesa che da molti anni contrappone le autorità di Dodoma ai Masai. Questi ultimi, uno dei gruppi indigeni più noti dell’Africa orientale, vivono nel nord della Tanzania, e nei territori confinanti del Kenya, e sono tradizionalmente pastori nomadi. Il loro stile di vita dipende fortemente dalla possibilità di accedere a vaste aree di pascolo per il bestiame, una risorsa sempre più minacciata dalla pressione dello sviluppo economico e turistico. Nel corso del tempo, il governo tanzaniano ha progressivamente limitato l’accesso dei Masai alle loro terre, sostenendo che le aree in questione sono necessarie per la conservazione della fauna selvatica o lo sviluppo turistico. Uno degli epicentri del conflitto è proprio la regione di Loliondo, al confine con il Parco Nazionale del Serengeti. Il governo tanzaniano ha a lungo cercato di trasformare questa zona in una riserva naturale. E ciò ha comportato lo sfratto forzato di numerose famiglie masai.

    Turismo e neocolonialismo

    La situazione ha raggiunto un punto critico quando il governo, nel 2022, ha inviato le forze di sicurezza per delimitare 1.500 chilometri quadrati come area protetta, scatenando proteste e scontri con le comunità locali. Decine di attivisti sono stati arrestati, alcuni sono stati costretti all’esilio e molte comunità hanno subito violenze durante gli sgomberi forzati. Le immagini degli scontri hanno suscitato reazioni internazionali, con organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch a denunciare presunte violazioni dei diritti umani, chiedendo alla Tanzania di rispettare gli accordi internazionali sulla tutela dei popoli indigeni.

    Il governo giustifica gli sfratti con la necessità di tutelare l’ecosistema, ma i Masai e le organizzazioni per i diritti umani accusano le autorità di usare la conservazione come pretesto per favorire il turismo di lusso e la caccia sportiva. Secondo fonti di stampa, alcune delle terre sottratte sarebbero già state concesse a compagnie straniere legate agli Emirati Arabi, che organizzano safari esclusivi e battute di caccia per clienti facoltosi. La vicenda ha suscitato indignazione internazionale: l’Unione Europea ha condannato duramente l’accaduto, arrivando a sospendere finanziamenti destinati alla conservazione ambientale in Tanzania, mentre la Banca mondiale ha interrotto l’erogazione di fondi per lo sviluppo turistico a causa delle violazioni dei diritti umani.

    Lotta senza confini

    Le conseguenze del caso di Loliondo si fanno sentire anche oltre confine. Il Kenya ha accolto un numero crescente di Masai in fuga, privati dei loro mezzi di sussistenza. Nel gennaio scorso, la giustizia kenyota ha emesso una sentenza storica, dichiarando illegali le riserve di conservazione create dal governo in collaborazione con il Northern Rangelands Trust (Nrt), un’organizzazione che gestisce milioni di ettari vendendo crediti di carbonio a multinazionali come Meta, Netflix e British Airways. Il tribunale ha appurato che quelle aree sono state istituite senza consultare le comunità locali, in maggioranza di etnia borana, samburu e rendille, alimentando il sospetto che dietro la conservazione si nascondano interessi economici globali a discapito dei popoli indigeni. La missione di Nrt sarebbe, in teoria, quella di istituire riserve comunitarie resilienti, trasformare vite e garantire la pace e la conservazione delle risorse naturali. A finire sotto accusa è un progetto del valore potenziale di svariati milioni di dollari (l’importo esatto non è noto poiché l’organizzazione non pubblica bilanci finanziari), da tempo criticato dagli attivisti indigeni perché sarebbe stato istituito a danno delle popolazioni locali. La sentenza, in particolare, riguarda un caso intentato da 165 membri delle comunità presenti in quei territori e sancisce che le riserve sono state istituite incostituzionalmente, senza base giuridica. La Corte ha inoltre ordinato che i guardaparco dell’Nrt, armati pesantemente e accusati dai popoli indigeni della zona, lascino quelle riserve.

    Interessi stranieri

    «La sentenza è anche l’ultima di una serie di stoccate alla credibilità di Verra, il principale organismo utilizzato per verificare e validare i progetti di crediti di carbonio», fa sapere Survival International. «Purtroppo questo fenomeno è lungi dall’essere un problema isolato», fa presente Caroline Pearce, direttrice generale dell’organizzazione. «Troppi programmi di compensazione delle emissioni di carbonio si basano sullo stesso modello obsoleto della “conservazione fortezza” e sostengono di “proteggere” la terra mentre calpestano i diritti dei suoi proprietari indigeni e realizzano ingenti profitti strada facendo».

    Gli interessi stranieri nella gestione di quei territori appaiono evidenti. Secondo l’Oakland Institute, dietro la politica tanzaniana sulla conservazione e il turismo si nasconderebbero ingerenze di rilievo, in particolare statunitensi. Un rapporto pubblicato ad aprile da ricercatori californiani (intitolato Pulling Back the Curtain: How the US Drives Tanzania’s War on the Indigenous) ha messo in luce come Washington abbia esercitato un ruolo determinante nell’influenzare le strategie di gestione del territorio in Tanzania, sostenendo progetti finanziati da Usaid a scapito delle comunità locali. E malgrado l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale sia stata praticamente chiusa nei mesi scorsi da Donald Trump, in pochi si illudono che la nuova amministrazione americana imprimerà o favorirà un cambio di rotta nelle politiche ambientali… Mentre il governo di Dodoma prosegue con le politiche di esproprio, i Masai si trovano a combattere una battaglia sempre più difficile per la salvaguardia dei propri diritti e per il controllo delle loro terre ancestrali.

    Questo articolo è uscito sul numero 3/2025 della rivista Africa. Clicca qui per acquistare una copia.

    Condividi
    19 Ottobre 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    I Maasai della Tanzania contro Volkswagen

    di claudia 16 Luglio 2025
    16 Luglio 2025

    di Andrea Spinelli Barrile La Maasai International Solidarity Alliance ha lanciato un appello alla casa automobilistica tedesca per ritirarsi da un’iniziativa che, secondo l’organizzazione, viola i diritti delle comunità locali. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Masai in abiti tradizionali

    di claudia 26 Giugno 2025
    26 Giugno 2025

    Centinaia di giovani masai, vestiti con abiti tradizionali e con la testa cosparsa di ocra rossa, convenuti in una remota area del Kenya per la cerimonia dell’eunoto, che segna un …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Tanzania, pastori masai si dirigono a una riunione del consiglio degli anziani

    di claudia 16 Giugno 2025
    16 Giugno 2025

    Pastori masai si dirigono a una riunione del consiglio degli anziani, attraversando la superficie secca e incrostata di sale del Lago Natron, nel nord della Tanzania. – Foto di Bruno …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Capanne masai adornate

    di claudia 27 Maggio 2025
    27 Maggio 2025

    Capanne masai adornate con colorati kanga a mo’ di bandiera, nei pressi di Kilgoris, in Kenya, in occasione di una cerimonia tradizionale. Foto di Luis Tato / Afp I Masai …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    L’adumu, la tipica danza ritmica dei guerrieri masai

    di claudia 6 Maggio 2025
    6 Maggio 2025

    L’adumu, la tipica danza ritmica dei guerrieri masai (chiamati moran), nei pressi di un accampamento. – Foto di Kanokratnok/ Shutterstock I Masai di Loliondo, brutalmente espulsi dalle loro terre per …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CulturaSOCIETÀ

    Tanzania, il monte magico dei Masai

    di claudia 18 Giugno 2024
    18 Giugno 2024

    di Paola Scaccabarozzi Nel nord della Tanzania, c’è un luogo sospeso tra poesia, spazi infiniti e luce: è l’Ol Doinyo, il monte di Dio per i Masai; il vulcano ancora …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSSOCIETÀ

    “Il Taglio”, il nuovo podcast sulla storia di Nice e la sua lotta contro l’infibulazione

    di claudia 8 Marzo 2024
    8 Marzo 2024

    Da oggi, venerdì 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, è disponibile su OnePodcast e su tutte le principali piattaforme di streaming audio “Il Taglio – …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Kenya, giovani masai prendono parte all’eunoto

    di claudia 27 Dicembre 2023
    27 Dicembre 2023

    Centinaia di giovani masai prendono parte all’eunoto, che si tiene ogni otto-dieci anni, un rito che segna il passaggio da giovane guerriero all’età adulta. – Foto di Luis Tato / …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURANEWS

    Tanzania, la ferma condanna dell’Ue allo sfratto dei Masai dal Serengeti

    di claudia 15 Dicembre 2023
    15 Dicembre 2023

    Il Parlamento europeo ha condannato lo sfratto degli indigeni Masai in Tanzania in nome della conservazione. Lo riporta una nota ufficiale. La risoluzione europea arriva in risposta ai tentativi delle …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Kenya, uomini masai duellano per scherzo con un anziano

    di claudia 11 Dicembre 2023
    11 Dicembre 2023

    Giovani uomini masai duellano per scherzo con un anziano durante la cerimonia dell’Eunoto vicino a Kilgoris. – Foto di Luis Tato / Afp Oggi molti giovani masai lasciano la vita …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Kenya, donne masai vestite a festa

    di claudia 5 Dicembre 2023
    5 Dicembre 2023

    Kenya, donne masai vestite a festa. Famiglie, residenti locali e funzionari arrivano da ogni villaggio della regione e si uniscono tutti alla cerimonia per celebrare il rito di passaggio all’età …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Kenya, giovani si scattano selfie durante la festa

    di claudia 20 Novembre 2023
    20 Novembre 2023

    Kenya, giovani si scattano selfie durante la festa dell’eunoto, un rito che segna il passaggio all’età adulta. Anche le tradizioni dei Masai si adattano alla vita moderna. – Foto di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURANEWS

    Kenya, le donne masai in prima linea per salvare l’ambiente da specie invasive

    di claudia 7 Novembre 2023
    7 Novembre 2023

    In Kenya, un gruppo di donne masai residenti nella contea di Laikipia sono protagoniste di un’impresa per salvaguardare l’ambiente in cui vivono. Queste zone infatti sono caratterizzate dalla diffusione di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Kenya, cerimonia eunoto

    di claudia 1 Novembre 2023
    1 Novembre 2023

    Siamo in occasione della cerimonia dell’eunoto in un’area vicino a Kilgoris, in Kenya. – Foto di Luis Tato/Afp Oggi molti giovani masai lasciano la vita del villaggio per cercare un …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • È morto Douglas-Hamilton, pioniere degli studi sugli elefanti

    10 Dicembre 2025
  • Gli occhi di Macron sulla sicurezza nigeriana

    10 Dicembre 2025
  • Nuova escalation nell’est della Repubblica Democratica del Congo: l’M23 verso Uvira

    10 Dicembre 2025
  • Guinea Bissau: la “Carta” dell’oblio e i verbali sopravvissuti

    10 Dicembre 2025
  • Sudafrica, eseguito il primo intervento di ricostruzione ossea interna

    10 Dicembre 2025
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 10/12/2025

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Accetto Gestione consensi Leggi tutto
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessari
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non necessari
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA