Un’operatrice umanitaria francese dell’Unicef, Karine Buisset, è stata uccisa nella prime ore di oggi a Goma, capoluogo della provincia del Nord-Kivu, in Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Lo ha confermato ad Africa Rivista la stessa Unicef tramite un’addetta stampa.
«Noi dell’Unicef siamo profondamente sconvolti e indignati per la morte della nostra collega Karine Buisset, uccisa in un attacco con drone contro un edificio che ospitava operatori», recita la nota diffuda dall’organizzazione delle Nazioni Unite.
«Karine era un’operatrice umanitaria impegnata che ha lavorato instancabilmente per aiutare i bambini e le famiglie colpite da conflitti e crisi. I nostri pensieri sono rivolti alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi colleghi in questo momento estremamente difficile».
Già in mattinata il presidente francese Emmanuel Macron aveva confermato che un’operatrice umanitaria francese dell’Unicef era stata uccisa a Goma.
Sulla dinamica dei fatti si è acceso il dibattito sui social network. La versione deli ribelli dell’M23 è che il drone, lanciato dalle forze governative, avrebbe dovuto colpire il quartiere dove vivono i comandanti del movimento e l’ex presidente Joseph Kabila, sostenitore dei miliziani. Per sbaglio, l’ordigno sarebbe però caduto su una casa di civili.
Gli attivisti congolesi filo governativi invece accusano invece il Ruanda, sponsor dell’Afc/M23, di essere all’origine del raid di questa notte. Oltre all’operatrice, nell’attacco sarebbero morte altre due persone.
Il quartiere residenziale colpito è quello di Himbi e, secondo una fonte, è stata bombardata la residenza di un cittadino belga descritto come il direttore della concessionaria Toyota di Goma. Nei video che circolano in rete dal luogo dell’accaduto si vedono caschi blu dell’Onu sul posto.
Si attendono però ancora ricostruzioni indipendenti e accurate dell’accaduto: l’Unicef ha fatto sapere che sta continuando «a raccogliere ulteriori informazioni su questo tragico evento, che ci ricorda quanto sia fondamentale la protezione degli operatori umanitari in ogni circostanza».


