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    NEWS

    GenZ marocchina in rivolta: morti e scontri tra manifestanti e polizia

    di claudia 3 Ottobre 2025
    Scritto da claudia

    GenZ 212, il gruppo che da alcuni giorni sta animando proteste che hanno interessato diverse città marocchine, ha annunciato altre “dimostrazioni pacifiche per oggi, come parte di un’espressione civile e responsabile delle nostre richieste”. Tuttavia, le manifestazioni nei giorni scorsi hanno portato anche ad atti di vandalismo e scontri con la polizia. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti, uccidendo tre persone a Leqliaa, una piccola città alla periferia di Agadir.

    Il ministero dell’Interno marocchino ha sostenuto che i tre sono stati uccisi mercoledì durante un tentativo di sequestrare le armi della polizia. Centinaia di persone sono rimaste ferite e l’Associazione marocchina per i diritti umani ha affermato che un migliaio di persone sono state arrestate durante le proteste; altre fonti riferiscono invece di un numero inferiore di arresti.

    Il gruppo che guida da giorni le proteste ha chiesto la destituzione del governo guidato dal primo ministro Aziz Akhannouch. La richiesta arriva dopo una settimana di manifestazioni con cui sono state chieste riforme nei settori della sanità e dell’istruzione. In un comunicato, il gruppo ha motivato la richiesta per “il fallimento del governo nel proteggere i diritti costituzionali dei marocchini e nel rispondere alle loro domande sociali”, chiedendo inoltre il rilascio di tutti i manifestanti detenuti.

    Le proteste sono state alimentate dalla rabbia per le disuguaglianze sociali, esacerbata dalla notizia della morte di otto donne incinte in un ospedale pubblico della città di Agadir il mese scorso. Molti manifestanti contestano la priorità data dal governo a grandi progetti infrastrutturali per ospitare la Coppa d’Africa a dicembre e parte dei Mondiali di calcio del 2030, a scapito dei servizi pubblici essenziali. Lo slogan “sanità e non solo stadi” è stato uno dei più scanditi durante i cortei, in gran parte pacifici, tenutisi tra le altre città a Rabat, Casablanca, Marrakech e Agadir.

    Nella sua prima apparizione pubblica dall’inizio dei disordini, ieri il premier Akhannouch si è detto pronto a “impegnarsi nel dialogo” e a “rispondere alle richieste” dei manifestanti, confermando la morte di tre persone durante gli scontri di mercoledì notte.

    Il gruppo GenZ 212, che comunica principalmente attraverso la piattaforma online Discord, ha più volte preso le distanze dagli episodi di violenza e vandalismo. Pur chiedendo la destituzione del governo, il movimento ha anche affermato il proprio “amore per la patria e per il re”, Mohammed VI, a cui si appella in base a un articolo della costituzione che conferisce al sovrano il potere di nominare e revocare i membri dell’esecutivo.

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    3 Ottobre 2025 0 commentI
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